Old Testament
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Matteo 1:6 Significato e commento del versetto biblico
e Iesse generò Davide, il re. E Davide generò Salomone da quella ch’era stata moglie d’Uria;
Matteo 1:6 Commento biblico al versetto
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Matteo 1:6 Riferimenti incrociati del versetto
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1 Samuele 17:12 (RIV) »
Or Davide era figliuolo di quell’Efrateo di Bethlehem di Giuda, per nome Isai, che aveva otto figliuoli e che, al tempo di Saul, era vecchio, molto innanzi nell’età.

2 Samuele 12:24 (RIV) »
Poi Davide consolò Bath-Sheba sua moglie, entrò da lei e si giacque con essa; ed ella partorì un figliuolo, al quale egli pose nome Salomone.

1 Samuele 16:1 (RIV) »
L’Eterno disse a Samuele: “Fino a quando farai tu cordoglio per Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni più sopra Israele? Empi d’olio il tuo corno, e va’; io ti manderò da Isai di Bethlehem, perché mi son provveduto di un re tra i suoi figliuoli”.
Perché Matteo 1:6 conta
Questo verseggio chiude la genealogia di Gesù, tratteggiando la linea che conduce al Messia. Riconosce Davide come figura centrale della promessa d’Israele e mostra come la storia umana, con i suoi errori e miserie, sia tuttavia inserita nel piano redentivo di Dio. L’inclusione di Salomone, nato da Bet-Soeva, sottolinea anche la grazia divina che spesso opera attraverso circostanze complesse e persone imperfette.
Contesto originale
Nella genealogia di Matteo, cominciata con Abramo, si presenta una successione che evidenzia la fiducia di Dio nelle sue promesse. Qui viene ricordato che Davide, nonostante i suoi peccati, è considerato re scelto da Dio, annunciante una dinastia messianica. The mention of Salomone being born from the wife of Uriah (Batsheba) allude to real scandal and human frailty, yet it shows God’s providence in grafting the royal line through repentance and divine mercy.
Messaggio principale
La genealogia non è solo una lista di nomi, ma una dichiarazione teologica: l’adempimento delle promesse di Dio passa attraverso persone comuni e attraverso eventi etici complessi. La presenza di Davide e Salomone, entrambi «uomini come noi» con virtù e debolezze, invita a fidarsi della grazia divina che opera al di sopra delle nostre omissioni e corruzioni.
Temi biblici correlati
Riflessi utili
La presenza di Uriah̄'s wife ricordata qui mostra che Dio può redimere anche situazioni umane difficili, guidando la linea redentiva attraverso pentimento e fede. È incoraggiante per i credenti odierni, perché indica che la storia personale, con i suoi errori, non esclude l’opera di Dio nel mondo.
Croci di riferimento
- 2 Samuel 7:12-16: la promessa di Davide come fondamento della casa messianica.
- Salmi 132:11: la fedeltà di Dio a Davide trovato nella promessa del trono.
- Matteo 1:1-17: la genealogia completa che conduce a Gesù Cristo, Figlio di Davide.
Note: Non si citano qui i testi integrali, ma si evidenzia la linea di promessa che lega Davide al Messia.
Riflessione devotiva
L’inclusione di Davide, non perfetto ma amendato dalla grazia, invita a confidare nel Dio che trasforma le debolezze in strumenti della Sua designa. Se la genealogia di Gesù riconosce anche le mancanze umane, essa ci ricorda che la salvezza è donata dalla grazia, non guadagnata dalla perfezione.
Note sui commentatori pubblici-domain
Si riconosce l’influenza di commentatori quali Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke, i quali hanno enfatizzato la figura di Davide come simbolo della promessa messianica e della misericordia divina. In particolare, Clarke sottolinea come le complicazioni morali della stirpe non ostacolino il disegno divino; Henry mette in evidenza la misericordia nell’ordine di Dio; Barnes richiama la fede come fondamento della genealogia.
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