Old Testament
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Matteo 1:20 Significato e commento del versetto biblico
Ma mentre avea queste cose nell’animo, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prender teco Maria tua moglie; perché ciò che in lei è generato, è dallo Spirito Santo.
Matteo 1:20 Commento biblico al versetto
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Matteo 1:20 Riferimenti incrociati del versetto
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Matteo 1:18 (RIV) »
Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe; e prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo.

Luca 1:19 (RIV) »
E l’angelo, rispondendo, gli disse: Io son Gabriele, che sto davanti a Dio; e sono stato mandato a parlarti e recarti questa buona notizia.

Proverbi 3:5 (RIV) »
Confidati nell’Eterno con tutto il cuore, e non t’appoggiare sul tuo discernimento.
Matteo 1:20 (RIV): L'ordine divino di Maria e Giuseppe
Point interpretativo centrale: Il sogno di Giuseppe rivela una chiamata divina specifica: l’adempimento della profezia messianica richiede la partecipazione operante di Giuseppe come padre legale e custode della famiglia, in un contesto di verginità e di Spirito Santo.
Nel racconto dell’infanzia, Matteo descrive l’evento decisivo che trasforma l’inerzia apparente della situazione: una promessa posta sotto tutela. La frase “Ma mentre avea queste cose nell’animo” mostra l’umanità di Giuseppe, tormentato tra doveri sociali, timore e pietà. L’annuncio angelico dice chiaramente che ciò che è generato in Maria viene dallo Spirito Santo, spostando l’enfasi dall’azione umana a quella divina. La versione RIV conserva tono sobrio e chiaro, adatta a una lettura liturgica e pastorale.
Tre linee emergono:
In linea con le interpretazioni patristiche e rinnovate dal classico commento, si può notare:
— Matt. Henry sottolinea la provvidenza di Dio che interviene per sostenere la fede di Giuseppe e per rendere possibile l’opera salvifica.
— Barnes evidenzia l’autorità divina che si manifesta nel sogno, distinguendo tra timore naturale e risposta di obbedienza.
— Clarke insiste sul ruolo di Giuseppe come uomo giusto chiamato a una responsabilità unica nel piano divino.
Ogni collegamento mostra un tema comune: l’intervento di Dio nella storia umana per il compimento delle sue promesse.
– Isaia 7:14: la virginità di Maria è l’adempimento della profezia annunciata.
– Luca 1:35: la spiegazione dell’angelo su Gesù come concepito dallo Spirito Santo.
– Romani 1:3-4: Gesù, nato dalla discendenza di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio con potenza.
Il sonno di Giuseppe non annulla la responsabilità, ma la orienta. L’annuncio dell’angelo traccia una linea di fede: affidarsi a Dio nel mistero della nativity, riconoscendo che la fedeltà divina supera ogni dubbio umano. La nascita di Gesù è l’inizio di un’opera salvifica concepita e custodita da Dio, mediante gli strumenti umani della fede e dell’obbedienza.
“Non temere di prender teco Maria tua moglie” (Henry/Barnes/Clarke nelle sintesi patristiche). Le espressioni specifiche sono tratte dal riassunto di commentatori classici, menzionate per contesto storico ed esegetico.
– Gesù, concepito dallo Spirito Santo (vedi Luca 1:35): conferma la modalità divina di nascita. Spiega l’affermazione di Matteo sulle origini divine di Gesù.
– Discendenza davidica (Matteo 1:1-17; Romani 1:3): rende Gesù legittimo erede della promessa messianica.