Old Testament
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Marco 16:17 Significato e commento del versetto biblico
Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove;
Marco 16:17 Commento biblico al versetto
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Marco 16:17 Riferimenti incrociati del versetto
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1 Corinzi 12:28 (RIV) »
E Dio ha costituito nella Chiesa primieramente degli apostoli; in secondo luogo dei profeti; in terzo luogo de’ dottori; poi, i miracoli; poi i doni di guarigione, le assistenze, i doni di governo, la diversità delle lingue.

Atti 5:16 (RIV) »
E anche la moltitudine accorreva dalle città vicine a Gerusalemme, portando dei malati e dei tormentati da spiriti immondi; e tutti quanti eran sanati.

Atti 8:7 (RIV) »
Poiché gli spiriti immondi uscivano da molti che li avevano, gridando con gran voce; e molti paralitici e molti zoppi erano guariti.
Marco 16:17 (RIV) – Segni di credenti autentici
Il versetto descrive i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto, non come meri miracoli spettacolari, ma come conferma della presenza vivificante di Cristo nei discepoli. L’esordio “Or questi sono i segni” introduce una lista di conseguenze pratiche della fede: espulsione di demoni, opera di nuove lingue. Questi segni si appoggiano al potere di Gesù e servono a testimoniare la sua vittoria sul male e a favorire la diffusione del Vangelo.
Il passo è situato nel contesto finale di Marco, dove Gesù è rivelato come Messia che soffre, muore e risorge, e dove gli apostoli sono chiamati a testimoniare l’evangelo con potenza divina. L’espressione “nel nome mio” richiama l’autorità del Risorto, non una magia autosufficiente. Le lingue nuove, in formulazione apparentemente paradossale, indicano una nuova cornice di comprensione della verità della salvezza, resa possibile dallo Spirito Santo.
La credenza che “cacciare i demoni” sia tra i segni non deve essere letta come una garanzia automatica per ogni credente, ma come una manifestazione concreta del dominio di Cristo sul male, resa operante da chi è unito a Lui. Le “lingue nuove” denotano dono di eloquio per proclamare il Vangelo in parole comprensibili a diverse comunità, o una nuova capacità di proclamare la verità rinnovata nello Spirito. In ogni caso, l’accento è sull’autorità e sull’efficacia dello Spirito in chi è stato rigenerato dalla fede.
Atti 1:8 – ricevere potenza per essere testimoni: l’oggiolo della promessa si estende oltre i confini giudeo‑cristiani, fino agli estremi della terra.
1 Corinzi 12:10 – doni spirituali vari, tra cui parlare in lingue, come espressione della diversità ma unità nello Spirito.
Gioele 2:28‑29 – anticipazione profetica di segni universali nello spirito di Dio, che esorta alla speranza e all’azione comunitaria.
Queste connessioni mostrano che Marco presenta una visione integrata della vita cristiana: fede, potenza dello Spirito, e missione trasformante nella società.
Marco 16:17 presenta una dichiarazione fondante: la fede autentica non resta sterile, ma si manifesta in potenza al servizio della missione. I credenti, uniti a Cristo, ricevono lo Spirito per superare l’opposizione e proclamare la buona novella in lingue comprensibili e in azioni concrete di liberazione dal male. La forza non è la propria, ma la presenza vivificante di Cristo risorto.
Note su citazioni dei commentatori pubblici dominio: si riconosce l’apporto delle opere classiche di Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke per offrire una struttura esaustiva, senza imitare fedelmente i testi originali. Nella presente sintesi, eventuali citazioni dirette (brevi) sono integrate solo dove utile per chiarire il senso del passo.