Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaAtti 3:7 Commento al versetto biblico
Atti 3:7 Significato e commento del versetto biblico
E presolo per la man destra, lo sollevò; e in quell’istante le piante e le caviglie de’ piedi gli si raffermarono.
Atti 3:7 Commento biblico al versetto
*** Questo commento raccoglie contenuti provenienti da fonti classiche di pubblico dominio. Parte del materiale è stata elaborata, riassunta o tradotta con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale. Ti consigliamo di confrontare ogni spiegazione con il testo biblico completo e il suo contesto. Se trovi un errore o una traduzione da correggere, contattaci.
Atti 3:7 Riferimenti incrociati del versetto
Esplora i versetti collegati a questo brano per tema, insegnamento o contesto. I riferimenti incrociati ti aiutano a confrontare le Scritture e a comprendere meglio il messaggio del versetto. Seleziona un’immagine per leggere il passo correlato, la sua spiegazione e il relativo commento biblico.

Marco 1:31 (RIV) »
ed egli, accostatosi, la prese per la mano e la fece levare; e la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli.

Marco 5:41 (RIV) »
E presala per la mano le dice: Talithà cumì! che interpretato vuole dire: Giovinetta, io tel dico, lèvati!

Atto degli Apostoli 3:7 (RIV) - Interpretazione principale
Il racconto di Atti 3:7 mostra la potenza liberatrice di Gesù operata per mano degli apostoli: Pietro afferra l'uomo zoppo per la mano destra, e, nel momento stesso, l’ammasso di forze che lo teneva legato viene spezzato, le caviglie si rafforzano e l’uomo si alza in piedi. Il gesto simbolico di prendere per la mano destra allude non solo all’assistenza divina, ma all’autorità risorta di Cristo che sostiene e restituisce la dignità perduta. In poche parole: Dio interviene per mezzo della fede, manifestando la potenza salvatrice a favore di chi domanda con fiducia.
Contesto letterario
Il miracolo avviene subito dopo la guarigione di un mendicante al portico del Tempio, un episodio che illustra la presenza della Chiesa nascente tra la gente comune. Il linguaggio del testo enfatizza la collaborazione tra persona umana (lo sventurato) e l’intervento divino mediato dagli apostoli. La relazione tra fede e azione è centrale: la fiducia non è una semplice credenza, ma un movimento di Dio che rende possibile ciò che è impossibile agli occhi umani.
Significato teologico
Tre dimensioni emergono qui:
Connessioni scripturali
Collegamenti utili per comprendere la scena:
Note: non citare qui i testi completi, ma riconoscere che la fede è la chiave che rende l’intervento divino efficace.
Domande per la riflessione
Conclusione sintetica
Atti 3:7 presenta la potenza salvifica di Cristo in modo concreto: la guarigione del mendicante è esito dell’autorità divina operante per mezzo degli apostoli. La scena invita a riconoscere che Dio realizza la salvaguardia dell’uomo non solo nel corpo, ma attraverso una riconfigurazione della vita intera, restituendo dignità, speranza e apertura al messaggio del Vangelo.
Riferimenti incrociati
Collegamenti chiave per approfondire:
Note su citazioni dirette: non sono presenti estratti estesi da commentatori pubblici dominio in questa sezione; si possono consultare Henry, Barnes e Clarke per approfondimenti storici e lessicali, se necessario.