Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaAtti 3:23 Commento al versetto biblico
Atti 3:23 Significato e commento del versetto biblico
E avverrà che ogni anima la quale non avrà ascoltato codesto profeta, sarà del tutto distrutta di fra il popolo.
Atti 3:23 Commento biblico al versetto
*** Questo commento raccoglie contenuti provenienti da fonti classiche di pubblico dominio. Parte del materiale è stata elaborata, riassunta o tradotta con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale. Ti consigliamo di confrontare ogni spiegazione con il testo biblico completo e il suo contesto. Se trovi un errore o una traduzione da correggere, contattaci.
Atti 3:23 Riferimenti incrociati del versetto
Esplora i versetti collegati a questo brano per tema, insegnamento o contesto. I riferimenti incrociati ti aiutano a confrontare le Scritture e a comprendere meglio il messaggio del versetto. Seleziona un’immagine per leggere il passo correlato, la sua spiegazione e il relativo commento biblico.

Deuteronomio 18:19 (RIV) »
E avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole ch’egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto.

Giovanni 12:48 (RIV) »
Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho annunziata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno.

Ebrei 10:28 (RIV) »
Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni.
Atti 3:23 (RIV): L’avvertimento solenne del profeta
Questo versetto richiama l’intento profondo della missione di Israele e la gravità della reiezione della Parola di Dio. Nella cornice della proclamazione di Pietro al popolo, è fondamentale chiedersi cosa significhi ascoltare o non ascoltare il profeta mandato da Dio: non è solo una questione di accettare una voce umana, ma di incontrare l’autorità divina che richiama al pentimento, alla fede e al cammino di vita conforme alla volontà del Signore.
Contesto originale
Il passaggio si situa subito dopo la guarigione del mendicante zoppo a's piazze di Gerusalemme (Atti 3). Pietro, ispirato dallo Spirito Santo, si rivolge alle persone che hanno assistito al miracolo e che cercano una spiegazione. L’evangelo presentato non è una mera curiosità: è una chiamata al riconoscimento di Cristo come Messia e al ravvedimento. La frase citata richiama Deuteronomio e i profeti, dove la scelta di ascoltare o rifiutare la voce di Dio determina la relazione tra popolo e alleanza.
Messaggio centrale
Il messaggio che sostiene questo versetto è la serietà della promessa divina: l’adesione al profeta inviato da Dio è legata alla vita stessa del popolo. Chi non ascolta l’annuncio profetico è attribuito una condizione di perdita, separazione dall’alleanza e distruzione tra il popolo. Non si tratta di vendetta fredda, ma di conseguenza logica della scelta di rifiutare la grazia offerta mediante Cristo e i suoi rappresentanti scelti da Dio.
Temi biblici correlati
Riflessi utili (cross-references)
- Atti 4:12: non vi è altro nome dato agli uomini in cui sia salvato; la risposta all’annuncio è decisiva per la vita spirituale.
- Deuteronomio 18:15-19: la funzione profetica e l’obbedienza al profeta come ascolto della parola divina.
- Romani 10:14-15: la necessità di predicare perché chi crede possa udire e ricevere il Salvatore.
Spiegazione sintetica
La frase chiave mette in guardia contro l’indifferenza religiosa o l’apostasia: l’“ascoltare codesto profeta” è una declinazione dell’obbedienza alla parola di Dio. Chi rifiuta questa voce si esclude dalla buona parte del patto e incorre in una perdita che è descritta come distruzione tra il popolo. Il contesto apostolico spiega che il profeta è Gesù, annunciato e confermato dall’opera di Cristo risorto. La responsabilità personale è quindi al centro: la salvezza dipende dall’adesione alla rivelazione di Dio, non dall’appartenenza identitaria o dal passato.
Riflessione finale
Il richiamo non è una minaccia vuota, ma una chiamata alla fede vivente: ascoltare Cristo, tramite i suoi inviati, significa entrare nella vita nuova dello Spirito. L’evangelo è un dono di grazia; rifiutarlo significa allontanarsi dalla fonte di vita. Che questa consapevolezza orienti il cuore a riconoscere la voce di Dio in Gesù Cristo e a camminare in fedeltà.