Old Testament
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Atti 1:9 Significato e commento del versetto biblico
E dette queste cose, mentr’essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo tolse d’innanzi agli occhi loro.
Atti 1:9 Commento biblico al versetto
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Atti 1:9 Riferimenti incrociati del versetto
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Daniele 7:13 (RIV) »
Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figliuol d’uomo; egli giunse fino al vegliardo, e fu fatto accostare a lui.

Luca 24:50 (RIV) »
Poi li condusse fuori fino presso Betania; e levate in alto le mani, li benedisse.

Atti 1:2 (RIV) »
fino al giorno che fu assunto in cielo, dopo aver dato per lo Spirito Santo dei comandamenti agli apostoli che avea scelto.
Atti 1:9 (RIV) – Elevazione di Gesù tra gli apostoli
Nel racconto degli Atti degli Apostoli, questo versetto descrive l’ultimo istante terreno di Gesù tra i suoi discepoli: mentre essi osservavano, Gesù viene elevato, e una nube lo coglie e lo porta via agli occhi loro. È un momento di transizione: la presenza visibile del Maestro si interrompe, ma la promessa del suo ritorno resta presente tra le loro parole e l’adempimento dello Spirito promesso.
Significato centrale
La scena combina sorpresa, adorazione e fiducia. L’ascensione non è fuga, ma conferma dell’autorità risiedente in Cristo risorto, ora sostenuta dallo Spirito Santo che agirà nella missione apostolica. La nuvola, simbolo biblico di gloria divina, indica che Gesù entra in una nuova realtà celeste, pur rimanendo presente come Re e Salvatore. I discepoli sono chiamati a guardare avanti, non a fissarsi sul passato, e a portare la testimonianza della Risurrezione fino agli estremi della terra.
Due o tre temi chiave
Collegamenti con passi correlati
– Gesù risorto parlando delle cose che dovevano accadere: richiama la prospettiva della speranza e della missione (Luca 24; Giovanni 14). Spiega come la Risurrezione guidi la comprensione della presenza di Cristo e della sua ascensione.
– L’ascensione come sequenza logica della Risurrezione: la glorificazione di Cristo anticipa l’entrata dello Spirito Santo nella Pentecoste e la nascita della missione apostolica (Atti 2). Collega la fiducia nell’opera dello Spirito con l’assenza visibile di Gesù.
Riflessione pratica
La nostra fede non si fonda su una presenza tangibile di Gesù nel quotidiano, ma sulla realtà della sua signoria risorta e sull’azione dello Spirito. Nella quotidianità della vita comunitaria, possiamo vivere in fedeltà al mandato missionario: testimoniare la Risurrezione, obbedire al mandato di andare in tutto il mondo, e attendere con pazienza il ritorno del Signore.
Sintesi finale
Atti 1:9 ci presenta la dignità dell’Ascensione: Gesù sale in gloria, la nuvola lo porta via, e i discepoli restano con la promessa di rendere testimonianza per mezzo dello Spirito. È l’inizio della Chiesa in missione, non della Chiesa senza il Maestro, ma della Chiesa che opera nel potere del Santo Spirito e nella fiducia della Sua futura presenza.
Note esaustive e citazioni (mantenute entro limiti)
Autorevoli commentatori pubblici del secolo passato hanno offerto riflessioni pertinenti senza alterare la semplicità del testo:
– Matthew Henry enfatizza la transizione da presenza visibile a Ministero Spirituale e la promessa della sua venuta.
– Albert Barnes osserva l’ordine divino nell’ascensione e la preparazione per la Pentecoste, mostrando il legame tra Risurrezione, ascensione e dono dello Spirito.
– Adam Clarke richiama l’idea che l’ascensione confermi la piena autorità di Cristo e la gloria della sua natura divina in cielo.
Cross-references:
– Luca 24:50-53: Gesù acconsente la salita, rafforzando la comprensione della Risurrezione e della missione. Spiega la continuità tra presenza risorta e mandato missionario.
– Atti 2:1-4: la venuta dello Spirito Santo aludi la realizzazione della promessa dopo l’Ascensione, rendendo attuale la potenza apostolica.
– Atti 1:8: l’operatività dello Spirito come motore della testimonianza fino agli estremi della terra.