Old Testament
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Matteo 19:3 (RIV): Lecito mandar via la moglie?
In questo breve scambio, i farisei chiedono a Gesù se sia lecito mandare via la propria moglie per qualunque motivo, mettendo alla prova la sua visione della legittimità del divorzio. Gesù risponde rimandando all’origine divina del matrimonio e alla serietà dell’impegno, rivelando una prospettiva che va oltre la legge mosaica per toccare la santità della relazione coniugale.
Contesto letterario
Il brano si colloca nel dialogo tra Gesù e i farisei, in una sezione in cui i capi religiosi cercano ostacoli o compromessi. Il tema del matrimonio è ripreso anche in Matteo 5–6, dove Gesù richiama la stabilità dell’istituzione matrimoniale contro letture meramente permissive della legge. Qui la domanda mira a mettere in discussione una possibile libertà di divorziare, ponendo in luce la tendenza a usare la legge per motivi pratici e personali.
Significato teologico
Gesù richiama la volontà creativa di Dio: dal principio, “non è bene che l’uomo sia solo” e il matrimonio è un’unione stabile fra uomo e donna. La domanda dei farisei evidenzia la tentazione di ridurre la durata dell’impegno al comodo momento, ma Gesù risponde indicandone la necessità di fedeltà e di serietà. L’argomento non è solo circa la procedura legale, ma circa l’intenzione del cuore: l’ordine divino del matrimonio è destinato a riflettere l’alleanza tra Dio e il suo popolo.
Approfondimenti dai commentatori pubblici dominio
- Matthew Henry sottolinea che la tentazione dei farisei è una distorsione della libertà legale, provocando Gesù a riportare la legge al suo fondamento morale.
- Albert Barnes osserva che la domanda mette in discussione la stabilità matrimoniale; Gesù non entra in dettagli tecnici, ma richiama i principi eterni della creazione.
- Adam Clarke evidenzia che l’uso della dissoluzione del matrimonio non è una licenza assoluta, ma una concessione limitata per ragioni gravi, pur restando subordinata all’intenzione originale di unione permanente.
Questi autori, citando in modo sintetico, concordano nell’indicare che il cuore del passo resta la fedeltà: l’istituzione matrimoniale è un segno dell’ordine creato e della santità della promessa coniugale.
Riferimenti incrociati
Note guidali: i riferimenti mirano a mostrare come la legge sia interpretata in senso etico e relazionale, non solo procedurale.
Domande per riflettere
Conclusione
Il passo richiama l’attenzione non sulla mera possibilità o limitazione legale del divorzio, ma sull’impegno che sostiene la relazione coniugale come dono creativo e permanente. Gesù propone una lettura che domanda la leggerezza e invita a viverla in fedeltà, riconoscendo che la legge riflette la fedeltà di Dio al suo popolo.