Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaRomani 4:22 Commento al versetto biblico
Romani 4:22 Significato e commento del versetto biblico
Ond’è che ciò gli fu messo in conto di giustizia.
Romani 4:22 Commento biblico al versetto
*** Questo commento raccoglie contenuti provenienti da fonti classiche di pubblico dominio. Parte del materiale è stata elaborata, riassunta o tradotta con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale. Ti consigliamo di confrontare ogni spiegazione con il testo biblico completo e il suo contesto. Se trovi un errore o una traduzione da correggere, contattaci.
Romani 4:22 Riferimenti incrociati del versetto
Esplora i versetti collegati a questo brano per tema, insegnamento o contesto. I riferimenti incrociati ti aiutano a confrontare le Scritture e a comprendere meglio il messaggio del versetto. Seleziona un’immagine per leggere il passo correlato, la sua spiegazione e il relativo commento biblico.

Romani 4:6 (RIV) »
Così pure Davide proclama la beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senz’opere, dicendo:

Romani 4:22 (RIV) — Significato: ciò gli fu messo in conto di giustizia
Paolo afferma che il credente Abrahamo fu giustificato mediante la fiducia e che questa giustificazione fu posta a suo conto, ossia registrata come stata di rettitudine dinanzi a Dio. Non si fondò su opere, ma sulla fede in Dio che risuscita i morti e pronuncia giustizia.
Contesto immediato
Il brano si situa nel discorso di Romani 4, in cui Paolo impiega la storia di Abramo per mostrare che la giustificazione è per fede, non per opere. Abramo è presentato come padre della fede per eccellenza: la sua fiducia nelle promesse di Dio gli fu imputata come giustizia. In questo capitolo Paolo richiama Genesi 15:6, dove Abramo credette a Dio e gli fu imputata la reckonizzazione di giustizia. Il versetto 22 riassume questa principale proposizione teologica: la giustificazione è una dichiarazione divina operata per fede.
Osservazioni interpretative
Citazioni e integrazioni da commentatori pubblici dominio
Integriamo intuizioni sapienziali da autori veterotestamentari pubblici dominio:
Matthew Henry osserva che la fede di Abramo non era una semplice credenza astratta, ma fiducia fiduciosa nelle promesse di Dio, e che questa fiducia fu riconosciuta come giustizia. “La fede rende giusto chi crede”.
Albert Barnes spiega che la giustificazione è una condizione in cui la coscienza è riconciliata con Dio mediante la fiducia in ciò che Egli ha promesso, non mediante opere. Barnes sottolinea che la fede è l’unico mezzo affidabile per essere dichiarati giusti.
Adam Clarke ricorda che la registrazione di giustizia non implica una trasformazione interiore immediata, ma una posizione legale davanti a Dio, dalla quale scaturirà poi una vita conforme al carattere di Dio. Clarke insiste sul fatto che la fede personale si fonda sulla fedele promessa divina.
Punti tematici brevi
Passaggi correlati
Collegamenti utili per una comprensione più ampia:
Riflessione pratica
Per il credente di oggi, la sicurezza della propria giustificazione non è fondata sull’effettiva perfezione delle opere, ma sull’aderenza fiduciosa alle promesse di Dio in Cristo. La fede, pur semplice, è affidamento personale nel carattere fedele di Dio, che dichiara giusti coloro che confidano in Lui.