Old Testament
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Romani 4:17 Significato e commento del versetto biblico
(secondo che è scritto: Io ti ho costituito padre di molte nazioni) dinanzi al Dio a cui egli credette, il quale fa rivivere i morti, e chiama le cose che non sono, come se fossero.
Romani 4:17 Commento biblico al versetto
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Romani 4:17 Riferimenti incrociati del versetto
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1 Corinzi 1:28 (RIV) »
e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo, e le cose sprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono,

Genesi 17:4 (RIV) »
“Quanto a me, ecco il patto che fo con te; tu diverrai padre di una moltitudine di nazioni;

Giovanni 5:21 (RIV) »
Difatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figliuolo vivifica chi vuole.
Significato essenziale
Romani 4:17, secondo la traduzione RIV, presenta Dio come colui che crea realtà dove neppure ne esistono: “dinanzi al Dio a cui egli credette, il quale fa rivivere i morti, e chiama le cose che non sono, come se fossero.” L’asse centrale è la potenza creativa e vivificante di Dio, che rende presenti e attive le realtà promesse anche prima che si manifestino esteriormente.
Contesto immediato
Il brano si situa all’interno della trattazione di Paolo sulla fede di Abramo. Paolo usa Abramo come modello di fiducia in Dio, non basata su opere o testimonianze visibili, ma sull’adesione fiduciale alle promesse di Dio. La frase chiave sottolinea che Dio non è vincolato ai limiti umani: egli chiama in esistenza ciò che non appare e risveglia ciò che sembra dormiente, inclusa la promessa di una discendenza numerosa.
Osservazioni interpretative
Note utili dai commentatori classici
Matthew Henry evidenzia che Dio non è limitato dal tempo o dalla mortalità umana, ma opera in modo sovrannaturale per realizzare una discendenza spirituale e temporale. Albert Barnes sottolinea che la fede di Abramo non era mera credenza intellettuale, ma fiducia attiva che si riflette in una fiducia perseverante. Adam Clarke richiama l’idea che Dio, chiamando “le cose che non sono, come se fossero,” mostra la sua sovranità creativa e la realtà già presente agli occhi della fede. Un ulteriore contributo tipico della tradizione esegetica pubblica annota che la promessa riguarda non solo una discendenza biologica, ma una discendenza secondo la fede, dove i credenti sono considerati eredi con Abramo.
Collegamenti trasversali
- Romani 4:18-21: Abramo fisiologicamente incapace di generare figlio, ma crede nonostante le circostanze; questo sostiene l’idea che la fede collega la realtà presente a ciò che Dio promette. - Genesi 17:5-6: Dio proclama Abramo come padre di molte nazioni, un fondamento della promessa e della fede come via per vedere le promesse realizzate. - Ebrei 11:12: descrive la discendenza numerosa derivante dalla fede, collegando la promessa alle prove di fiducia.
Sintesi pratica
Per i credenti di ogni tempo, Romani 4:17 invita a confidare nella potenza creativa di Dio: ciò che è stato promesso in Cristo e nella sua risurrezione si avvicina agli occupanti della fede; ciò che appare impossibile diventa possibile per Dio. Lascia che la tua fede affidi le promesse divine, confidando che Dio ordina la vita e chiama in esistenza ciò che non è.
Riflessione finale
La vicenda di Abramo invita a una fede che guarda oltre l’apparenza presente, abbracciando la realtà futura che Dio ha già considerato come presente agli occhi della fede. In questo modo, la nostra vita si allinea alla fiducia in Colui che chiama e vivifica secondo la sua potenza, e che nulla è ostacolo alle sue promesse.