Old Testament
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Matteo 3:15 Significato e commento del versetto biblico
Ma Gesù gli rispose: Lascia fare per ora; poiché conviene che noi adempiamo così ogni giustizia. Allora Giovanni lo lasciò fare.
Matteo 3:15 Commento biblico al versetto
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Matteo 3:15 Riferimenti incrociati del versetto
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Giovanni 4:34 (RIV) »
Gesù disse loro: Il mio cibo è di far la volontà di Colui che mi ha mandato, e di compiere l’opera sua.

Giovanni 13:15 (RIV) »
Poiché io v’ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come v’ho fatto io.

Matteo 3:15 (RIV) — Il passo e il contesto
Nel battesimo di Gesù nel deserto, Giovanni Battista chiama alla conversione, ma Gesù, avvicinandosi a ciò che riguarda la sua missione, risponde a Giovanni: “Lascia fare per ora; poiché conviene che noi adempiamo così ogni giustizia” (Matteo 3:15). Il contesto mostra una scena di compimento: Gesù si presenta non come peccatore da purificare, ma come colui che deve adempiere ogni giustizia divina, includendo l’ordine della legge e la fede dell’Antico Patto. Il battesimo di Gesù non è per peccato suo, ma per solidarietà con l’umanità e per inaugurare l’obsessione missionaria che lo porterà al mistero della croce. Giovanni comprende la necessità di questa procedura, e acconsente.
Significato centrale
La frase “conviene che noi adempiamo così ogni giustizia” indica un’adesione alla volontà divina e un’anticipazione del ruolo messianico di Gesù. Gesù si fa partecipe della situazione umana, pur non avendo peccato; così aderisce al cammino della giustizia di Dio fino al suo compimento. L’azione non è una rinuncia alle norme, ma una dichiarazione che la giustizia di Dio va manifestata non solo nel rigore esteriore, ma nella disponibilità a riconoscere e rivestire la pienezza della Legge in pienezza di grazia.
Temi chiave
Passaggi correlati
– San Giovanni Battista e la missione di Gesù nella prospettiva dell’adempimento: la giustizia non è solo una norma, ma una persona che cammina con il popolo. Riferimento correlato: Matteo 5:17 (Gesù non viene per abolire la legge, ma per compierla).
– Il tema dell’obbedienza del Figlio al volere del Padre: la giustizia si manifesta nel servire la volontà divina. Riferimento correlato: Filippesi 2:8, dove l’umiltà di Cristo è l’esempio supremo di obbedienza.
Riflesso pratico
Questa scena invita i credenti a riconoscere che la giustizia di Dio viene vissuta non solo in grandi gesti, ma nell’aderire quotidiano al piano divino. Nell’oggi della nostra fede, la “giustizia” di Dio richiede ubbidienza e fiducia nella sua guida, anche quando quanto appare è misterioso o difficile da comprendere. L’obbedienza di Gesù ci incoraggia a mettere in pratica la fede con coraggio, sapendo che Dio onora l’adempimento del suo piano, anche quando è nascosto agli occhi umani.
Connessioni bibliche utili
• >= Ebrei 4:15 – Gesù, pur essendo senza peccato, ha condiviso le nostre debolezze, offrendo un esempio di empatia divina. Una giusta adesione al piano di Dio comporta anche una partecipazione alle nostre fragilità.
• >= Romani 5:19 – Per la disobbedienza di una persona, molti divennero peccatori; per l’obbedienza di un solo, molti saranno giusti; sottolinea la valenza dell’obbedienza di Cristo.
• >= Matteo 28:19-20 – L’impegno a far adempiere ogni giustizia si estende ai discepoli, che sono mandati a vivere e annunciare la giustizia di Dio nel mondo.
Breve sintesi
In Matteo 3:15, Gesù si offre come partecipante all’adempimento della giustizia divina, non per sé stesso, ma per inaugurare la missione salvifica. L’azione mostra l’unità tra obbedienza e missione, tra identità messianica e solidarietà con l’umanità, preparando l’ingresso nel ministero pubblico che culminerà nella croce.
Note su citazioni tratte dai commentatori classici: si osservano sinergie tra il pensiero di autorevoli commentatori pubblici, tra cui Matteo Henry, Albert Barnes e Adam Clarke, che evidenziano l’adempimento della giustizia come espressione dell’obbedienza messianica. Citazioni esatte: Henry afferma l’idea che Gesù si pone come modello di giustizia; Barnes sottolinea la funzione redentrice del battesimo nel contesto dell’ubbidienza; Clarke richiama l’unione tra legge e grazia nel mistero dell’incarnazione. Allo stesso tempo, l’interpretazione pubblica concorda sull’importanza epistemologica di questa scena come fondazione della missione di Gesù.