Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaVerse
Matteo 20:1 Matteo 20:2 Matteo 20:3 Matteo 20:4 Matteo 20:5 Matteo 20:6 Matteo 20:7 Matteo 20:8 Matteo 20:9 Matteo 20:10 Matteo 20:11 Matteo 20:12 Matteo 20:13 Matteo 20:14 Matteo 20:15 Matteo 20:16 Matteo 20:17 Matteo 20:18 Matteo 20:19 Matteo 20:20 Matteo 20:21 Matteo 20:22 Matteo 20:23 Matteo 20:24 Matteo 20:25 Matteo 20:26 Matteo 20:27 Matteo 20:28 Matteo 20:29 Matteo 20:30 Matteo 20:31 Matteo 20:32 Matteo 20:33 Matteo 20:34



Matteo 20:31 (RIV): “Ma la moltitudine li sgridava, perché tacessero; essi però gridavan più forte: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!”
Questo versetto si situa nel racconto della guarigione dei due ciechi lungo la via verso Gerico. La folla, con impazienza o frutto di una consuetudine religiosa frettolosa, cerca di zittire i due uomini; essi invece insisteranno, gridando con fede: “Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!” Il contesto evidenzia una tensione tra l’ordine pubblico e l’urgenza della fede. La risposta di Gesù rivela la sua disponibilità a concedere misericordia a coloro che riconoscono il suo Signore messianico.
Struttura del passo nel capitolo
Nel capitolo 20 di Matteo, Gesù avverte i discepoli della sua passione imminente, annuncia la sua venuta nel regno e rafforza la lezione del servizio umile (versetti 17-28). Poi, lungo la strada, l’attenzione si sposta su due ciechi che, ascoltando la voce di Gesù, invocheranno la sua misericordia nonostante la resistenza della folla. Il racconto mette in contrasto la cecità fisica con una più profonda cecità spirituale tra coloro che ostacolano la supplica e la fede che grida per la salvezza.
Punto centrale e lezione spirituale
La lezione chiave è che l’urgenza di una fede semplice, umile e confiante può superare l’opposizione esterna. Gesù non respinge la richiesta dei due ciechi; al contrario, li invita a “che cosa vuoi che io faccia per voi?”, offrendo una risposta personale al loro bisogno. La devozione di coloro che gridano è una fede che riconosce chi è il Messia discendente di Davide, e perciò è meritevole di misericordia. Questa scena insegna come la vera fede si esprima nel grido: non nell’ammassarsi di convenienze religiose, ma nel riconoscimento del Signore e nel desiderio di essere guidati dalla sua grazia.
Confronti biblici rilevanti
Applicazione pratica
- Ricordare che Dio ascolta chi si avvicina con fede semplice, non con ostentazione o litigiosità. La preghiera può nascere dalla percezione del bisogno e dalla riconoscenza che Gesù è il Figlio di Davide.
- Sperimentare la misericordia divina come una risposta personalizzata alle esigenze concrete: guarigione, perdono, direzione, consolazione.
- Verificare l’atteggiamento comunitario: evitare che la fretta o l’orgoglio impongano silenzio alla domanda di grazia; lasciar emergere una fede che grida con integrità.
Cross-referenze e spiegazioni brevi
Note sull’interpretazione storica
Rispetto all’ubbidienza della folla, i commentatori pubblici del passato hanno sottolineato come la missione di Gesù richieda una risposta di fede disinteressata, non ostacolo civile al bisogno umano. Le voci dei ciechi, secondo la cronaca, prevalgono perché rivelano la fede autentica.
Citazioni testuali selezionate: “Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!” — rete di fede semplice e persistente.
Riassunto
In Matteo 20:31, la fede dei due ciechi trionfa sull’opposizione della folla. Gesù si edifica su questa fede, offrendo misericordia. Il passaggio invita a una preghiera confessante, in pratica una domanda di grazia rivolta al Messia, che è il Signore promesso a Davide. È una chiamata a vivere una fede che, anche in mezzo al rumore, resta focalizzata su Cristo e sulla dipendenza da lui.