Old Testament
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Matteo 18:22 (RIV): “Lo non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”
Contesto. Gesù risponde a Pietro, che domanda quante volte dovremmo perdonare un fratello che pecca contro di noi. Il passo si colloca all’interno dell’insegnamento della vita della comunità. Prima è stata presentata la parabola della pecora smarrita e la necessità di gioire per il perdono e la riconciliazione; ora Gesù espande l’idea del perdono oltre i limiti umani convenzionali.
Significato centrale. Gesù stabilisce un atteggiamento di perdono illimitato. Non esiste un numero ideale di volte dopo il quale il perdono cessa; la misericordia di Dio è infinita e la comunità è chiamata a riflettere quella stessa liberalità. L’espressione “settanta volte sette” non intende proporre una formula matematica, ma indicare una generosità senza confini che scaturisce dalla riconciliazione tra fratelli e dall’adesione ai principi del regno di Dio.
Due o tre temi chiave
Riflessi interpretativi (visti dai Padri della Chiesa e commentatori pubblici)
Commentatori come Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke concordano che il perdono si colloca al centro della vita cristiana. Henry sottolinea che la sovrabbondante clemenza non è una licenza per l’ingiustizia, ma un rapporto con la misericordia divina (senza limiti). Barnes enfatizza la necessità di una disposizione continua, nonostante le offese ripetute. Clarke evidenzia che ciò che è richiesto non è una perfezione immediata ma una pratica costante della grazia. Citazioni selezionate dalle opere pubbliche: Henry e Barnes ricordano l’idea di “pondersi l’uno sull’altro” e di non tracciare confini al perdono, mentre Clarke nota che l’insegnamento messa a fuoco l’atteggiamento del cuore più che un conteggio legale.
Passaggi correlati
– Colossesi 3:13 richiama a sopportarsi e perdonarsi con gentilezza; Colossesi 3:13 invita a perdonare come il Signore ci ha perdonati.
– Matteo 6:12 nel modello di preghiera mostra che il perdono è strettamente legato alla nostra relazione con Dio.
– Matteo 6:14-15 collega la disponibilità a perdonare agli altri con la propria ricezione del perdono divino.
Riflessione pratica
Pensate alle piccole offese quotidiane: cosa significa scegliere di rimuovere il rancore ripetutamente? Il perdono richiama all’azione concreta: cercare la riconciliazione, parlare con umiltà, e affidarsi alla grazia di Dio per liberare il cuore dall’amarezza.
Riassunto finale
Gesù invita a una liberalità nel perdono che rispecchia la misericordia divina. Non esiste un conteggio di volte: il cristiano è chiamato a perdonare senza limiti, affinché la comunità sia testimone vivente della grazia di Dio nel mondo.