Old Testament
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Matteo 16:27 (RIV): Il Figliuol dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo
Contesto immediato: Gesù sta insegnando ai discepoli che la professione di fede richiede coraggio e discernimento riguardo al destino finale. Subito dopo, rivolgendosi ai suoi, li esorta riguardo a ciò che li attende: il Figliuol dell’uomo verrà nella gloria del Padre, accompagnato dai suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo l’opera sua. L’affermazione si collega al tema del discernimento tra chi segue Cristo e chi lo rifiuta, e al premio/giudizio che ne seguirà.
Cosa rivela sul carattere di Dio e sulla fede
Questo versetto rivela la condotta sobria di Dio: la giustizia operante, il stato finale in cui ogni persona riceverà la ricompensa adeguata alle sue opere. Mentre la fede autentica si fonda sull’adesione a Cristo, la promessa della gloria e del giudizio indica che Dio non permette che il bene compiuto o il male nascosto rimangano inosservati. La fede cristiana non è una corsa senza meta, ma un cammino verso una meta certa: la gloria del Figlio e la piena manifestazione del loro regno.
Termini chiave e immagini da chiarire
Nelle Scritture correlate
– Parla della stessa finalità escatologica: la gloria del Figlio e la valutazione delle opere (vedi anche passi che trattano il giudizio finale e la ricompensa per la fede).
– Connessione con l’annuncio del Regno e la responsabilità personale di fronte a Dio, incoraggiando una fede operosa e perseverante.
Breve spiegazione delle connessioni:
Spunti di lettura secondo i commentatori pubblici dominio
– Matthew Henry: sottolinea che la gloria del Padre e la venuta di Cristo come giudice rafforzano la necessità di una fede viva, attiva e rinnovata dalla grazia. Suggerisce che le opere non guadagnano la salvezza, ma confermano la fede vivente.
– Albert Barnes: evidenzia che la ricompensa è proporzionata alle azioni, ma radicata nella fede autentica in Cristo; la gloria è una manifestazione della sovranità divina e della giustizia.
– Adam Clarke: vede nel testo l’esatta relates tra la condotta terrena e la giusta retribuzione divina, insistendo sull’uso corretto delle opere come espressione della nuova vita in Cristo.
Citazioni dirette disponibili
Tra i commentatori citabili pubblici dominio, alcune espressioni concise utili includono: “la gloria del Padre” e “renderà a ciascuno secondo l’opera sua.”
Implicazioni pratiche per oggi
Riassunto: Matteo 16:27 presenta Gesù come giudice finale, annunciando la venuta nella gloria del Padre accompagnato dagli angeli. La promessa richiama sia la serietà del giudizio sia la motivazione per una fede vivente che si esprime in opere concrete, guidata dall’amore di Dio.