Old Testament
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Matteo 14:27 (RIV): “Ma subito Gesù parlò loro e disse: State di buon animo, son io; non temete!”
Nel contesto della tempesta sul mare e dell’apparizione di Gesù ai discepoli, questo versetto è la risposta calma e rassicurante del Maestro agli apostoli impauriti. Dopo che i discepoli hanno attraversato pericolose onde e hanno creduto di vedere un fantasma, Gesù intercette la paura con una parola di presente e di ridestamento della fiducia. L’episodio mostra la combinazione di potenza divina e cura pastorale: Gesù è vicino, stabile, e invito a non tremare di fronte alle circostanze.
Idea centrale
La frase “State di buon animo, son io; non temete!” è una doppia vera: conferma dell’identità di Gesù e sollecitazione alla fiducia. Non solo la presenza di Gesù elimina la minaccia, ma rinvia anche a una fede operante: la paura cede il posto alla riconoscenza e all’adorazione, quando si comprende che il Signore è vicinissimo nel mezzo della tempesta.
Due temi chiave
Riferimenti utili
Connessi al passo, altri brani che incoraggiano la fiducia in Dio nelle tempeste includono:
Spunti di applicazione pratica
collegamenti con i commenti classici
In toni complementari, i commentatori pubblici di pubblico dominio hanno sottolineato che Gesù non solo calma la tempesta, ma rivela la sua identità divina. John Henry (commentatori storici) nota che qui l’evangelista mostra Cristo come Colui che viene incontro ai suoi nel momento del pericolo, e Clarke sottolinea la prudenza di non temere, perché la presenza di Gesù è la garanzia della protezione divina. “State di buon animo” si collega all’invito biblico a crescere in fiducia, non nell’innocenza della situazione, ma nella sostanza dell’Emmanuele presente.
sintesi
In Matteo 14:27, la voce di Gesù interrompe la paura dei discepoli indicando la sua identità e la sua vicinanza. La lezione è che la fede cristiana si radica non nell’assenza di pericoli, ma nella coscienza che Cristo è presente al nostro fianco proprio nelle tempeste della vita.