Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaGiudici 15:14 Commento al versetto biblico
Giudici 15:14 Significato e commento del versetto biblico
Quando giunse a Lehi, i Filistei gli si fecero incontro con grida di gioia; ma lo spirito dell’Eterno lo investì, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si appicchi il fuoco; e i legami gli caddero dalle mani.
Giudici 15:14 Commento biblico al versetto
*** Questo commento raccoglie contenuti provenienti da fonti classiche di pubblico dominio. Parte del materiale è stata elaborata, riassunta o tradotta con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale. Ti consigliamo di confrontare ogni spiegazione con il testo biblico completo e il suo contesto. Se trovi un errore o una traduzione da correggere, contattaci.
Giudici 15:14 Riferimenti incrociati del versetto
Esplora i versetti collegati a questo brano per tema, insegnamento o contesto. I riferimenti incrociati ti aiutano a confrontare le Scritture e a comprendere meglio il messaggio del versetto. Seleziona un’immagine per leggere il passo correlato, la sua spiegazione e il relativo commento biblico.

Giudici 14:19 (RIV) »
E lo spirito dell’Eterno lo investì, ed egli scese ad Askalon, vi uccise trenta uomini dei loro, prese le loro spoglie, e dette le mute di vesti a quelli che aveano spiegato l’enimma. E, acceso d’ira, risalì a casa di suo padre.

Giudici 14:6 (RIV) »
Lo spirito dell’Eterno investì Sansone, che, senz’aver niente in mano, squarciò il leone, come uno squarcerebbe un capretto; ma non disse nulla a suo padre né a sua madre di ciò che avea fatto.

Giudici 3:10 (RIV) »
Lo spirito dell’Eterno fu sopra lui, ed egli fu giudice d’Israele; uscì a combattere, e l’Eterno gli diede nelle mani Cushan-Rishathaim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cushan-Rishathaim.
Giudici 15:14 (RIV) — Contesto immediato
Quando Giudici 15:14 arriva Lehi, i Filistei si muovono contro Sansone con esultanza e grida. Ma, all’istante in cui l’Eterno interviene, lo spirito di Dio lo investe, e le funi che tenevano le braccia di Sansone diventano come fili di lino incendiati: i legami gli cadono dalle mani.
Significato della scena e fede in azione
Il testo mostra come l’intervento divino trasformi la situazione. Sansone è inizialmente impotente di fronte all’ostilità nemica, ma lo Spirito dell’Eterno lo rapisce e gli dà una forza soprannaturale. La scena sottolinea che la potenza non viene dall’uomo, ma da Dio che concede forza per liberare e perseguire il suo disegno. È una testimonianza di fiducia semplice ma profonda: quando il popolo è oppresso, la libertà viene dall’alto, non dalle risorse umane.
Verbo chiave e immagini
Funi e catene: simboli della schiavitù e dell’impedimento, ora sfaldate dall’intervento divino. Il linguaggio ricorre a immagini concrete per mostrare una libertà immediata: ciò che trattiene cade, e l’agire divino si manifesta senza mediazione umana. L’espressione “lo spirito dell’Eterno lo investì” indica una comunione viva tra Sansone e Dio, non una mera sorpresa di fortuna.
Riferimenti correlati
Questi passi, pur da contesti diversi, aiutano a comprendere l’azione dello Spirito che rende possibile ciò che agli occhi umani appare impossibile.
Collegamenti utili
- Cristo come liberatore: la potenza divina che spezza catene antiche anticipa la liberazione completa in Cristo. - La fede nella prova: la fiducia in Dio, anche quando le condizioni sembrano impossibili, resta centrale. - La libertà come dono divino: non una conquista umana, ma una rivelazione della sovranità di Dio.
In breve, l’episodio insegna che la liberazione prosegue per intervento divino, non per abilità umana, e che la forza del Signore è capace di spezzare ogni legame al tempo opportuno.
Gioia pratica per oggi
Quando ci troviamo stretti da catene visibili o invisibili (paure, dipendenze, dessi di oppressione), l’esempio di Sansone invita a cercare l’intervento di Dio e a fidarsi della sua promessa di libertà. L’esperienza della potenza di Dio non è solo per problemi grandi; è un principio che sostiene ogni giorno, in casa, sul lavoro, nella comunità di fede.
Note: Si notino le espressioni chiave introdotte dall’autentico testo: lo Spirito dell’Eterno che investe, e la caduta immediata delle legature; una combinazione di forza divina e fiducia umana che orienta la storia della salvezza di Israele.