Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaEbrei 13:20 Commento al versetto biblico
Ebrei 13:20 Significato e commento del versetto biblico
Or l’Iddio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il gran Pastore delle pecore, Gesù nostro Signore,
Ebrei 13:20 Commento biblico al versetto
*** Questo commento raccoglie contenuti provenienti da fonti classiche di pubblico dominio. Parte del materiale è stata elaborata, riassunta o tradotta con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale. Ti consigliamo di confrontare ogni spiegazione con il testo biblico completo e il suo contesto. Se trovi un errore o una traduzione da correggere, contattaci.
Ebrei 13:20 Riferimenti incrociati del versetto
Esplora i versetti collegati a questo brano per tema, insegnamento o contesto. I riferimenti incrociati ti aiutano a confrontare le Scritture e a comprendere meglio il messaggio del versetto. Seleziona un’immagine per leggere il passo correlato, la sua spiegazione e il relativo commento biblico.

Ebrei 10:22 (RIV) »
accostiamoci di vero cuore, con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica dalla mala coscienza, e il corpo lavato d’acqua pura.


Ebrei 13:20 (RIV): Il Dio della pace, che ha tratto dai morti il gran Pastore delle pecore
Nell’ultima sezione della lettera agli Ebrei l’autore conclude con una nota di rassicurazione sulla potenza salvifica di Dio. Il versetto funge da chiusura liturgica: Dio, chiamato “Dio della pace”, agisce non solo nel presente ma nel passato e nel futuro, rendendo stabile la comunità mediante l’opera redentrice di Cristo, il gran Pastore delle pecore, Gesù nostro Signore.
Immediato contesto
Questo versetto chiama Dio come “Dio della pace” parallellamente al tema della pace che avanza attraverso l’alleanza eterna. Gesù è presentato come il gran Pastore delle pecore, un’immagine profonda che richiama sia l’Antico Testamento (pastori di Israele, sacrifici) sia l’ufficio messianico di protezione, guida e sacrificio. L’espressione “ha tratto dai morti” sottolinea l’azione redentrice del Patto eterno: Cristo risorto è Colui che dà vita e vigilanza continua al gregge della sua chiesa.
Significato chiave e immagini
Testi correlati
Nella Scrittura si ritrovano temi affini:
Questi richiami insieme ricordano che la pace divina e la cura pastorale si sostengono a vicenda: la risurrezione di Cristo rende possibile una fede vivente, guidata dallo Spirito, in una comunità riconciliata.
Riflessioni pratiche per oggi
Commento sintetico
Commenti classici offerti dai Padri della Riforma e dai commentatori pubblici del passato hanno evidenziato l’ordine teologico del versetto: Dio della pace stabilizza, Gesù risorto è caposquadra del gregge, e tale sicurezza fonda una comunità che cammina in fedeltà. Una lettura unitaria mostra come la pace di Dio non sia mera assenza di conflitti, ma presenza attiva di protezione, guida e rinnovamento interiore.
Note su citazioni
Non sono presenti citazioni complete di Henry, Barnes o Clarke in questa sezione. Qualora si utilizzassero estratti, verranno riportati in forma breve e attribuiti.