Old Testament
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Efesini 3:15 Significato e commento del versetto biblico
dal quale ogni famiglia ne’ cieli e sulla terra prende nome,
Efesini 3:15 Commento biblico al versetto
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Efesini 3:15 Riferimenti incrociati del versetto
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Efesini 1:10 (RIV) »
per tradurlo in atto nella pienezza dei tempi, e che consiste nel raccogliere sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che son nei cieli, quanto quelle che son sopra la terra.

Efesini 1:21 (RIV) »
al di sopra di ogni principato e autorità e potestà e signoria, e d’ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello a venire.

Apocalisse 5:8 (RIV) »
E quando ebbe preso il libro, le quattro creature viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e delle coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi.
Efesini 3:15 (RIV) — Contesto e significato
Nel brano di Efesini 3, Paolo riferisce la grazia che gli è stata data per predicare ai Gentili la ricchezza insondabile di Cristo. Il versetto citato, che menziona “ogni famiglia ne’ cieli e sulla terra prende nome”, si inserisce nel proposito di Dio di avere una comunità unita in Cristo, al di là di barriere etniche o sociali. Nella sua preghiera, Paolo evidenzia che la comunione di questa famiglia è fondata sull’ordine divino e sull’adozione degli stessi credenti come figli di Dio. Il contesto mostra quindi una visione ampia della benignità divina: una famiglia universale che riceve identità e nome nel Figlio.
Significato centrale
Il testo richiama l’idea biblica che Dio possa chiamare “famiglie” sia nei cieli sia sulla terra e conferir loro un nome comune. Non si tratta di una semplice appartenenza biologica, ma di un’identità spirituale radicata nell’unione con Cristo e nell’adozione da parte del Padre. La presenza di Cristo come centro della mediazione rende possibile che ogni gruppo umano trovi nel suo nome un riflesso della gloria divina.
Due temi chiave
Versetti correlati
- Efesini 2:19-22: descrive la Chiesa come casa in cui si unifica una moltitudine di razze in un unico edificio‑spirituale; “così non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio” (parafrasi).
- Galati 3:26-29: afferma che tutti sono figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù; non v’è differenza tra ebrei e gentili nel nuovo rapporto con Dio.
- Colossesi 3:11: una nuova realtà in cui non v’è né greco né giudeo, ma Cristo è tutto e in tutti.
Riflessione pratica
La dimensione di una famiglia celeste e terrena chiamata per nome invita i credenti a vivere come una comunità coesa: perdono reciproco, sostegno comune, e testimonianza di una speranza che trascende le identità umane. È un invito a riconoscere che la nostra vera identità non è definita da confini culturali o sociali, ma dall’appartenenza a Cristo.
Breve sintesi
Efesini 3:15 richiama l’ordine divino secondo cui Dio chiama e nomina ogni famiglia, sia nei cieli sia sulla terra, in quanto parte della stessa casa spirituale costruita in Cristo. È una visione di comunione universale e di identità condivisa nei confronti di Dio.
Note su citazioni dei commentatori (estratti selectivi)
Note: sono stati consultati commentatori pubblici domain come Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke per orientare l’interpretazione, senza riportare citazioni estese. Di seguito si riportano solo riferimenti concisi alle intuizioni chiave: Henry enfatizza la grazia della chiamata di Dio; Barnes sottolinea l’unità della Chiesa in Cristo; Clarke illustra l’idea di adopzione e denominazione data da Dio. Qualche breve frase mirata è stata utilizzata per ancorare il senso, ma non si tratta di citazioni estese.