Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria Malachia2 Re 3:4 Commento al versetto biblico
2 Re 3:4 Significato e commento del versetto biblico
Or Mesha, re di Moab, allevava molto bestiame e pagava al re d’Israele un tributo di centomila agnelli e centomila montoni con le loro lane.
2 Re 3:4 Commento biblico al versetto
*** Questo commento raccoglie contenuti provenienti da fonti classiche di pubblico dominio. Parte del materiale è stata elaborata, riassunta o tradotta con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale. Ti consigliamo di confrontare ogni spiegazione con il testo biblico completo e il suo contesto. Se trovi un errore o una traduzione da correggere, contattaci.
2 Re 3:4 Riferimenti incrociati del versetto
Esplora i versetti collegati a questo brano per tema, insegnamento o contesto. I riferimenti incrociati ti aiutano a confrontare le Scritture e a comprendere meglio il messaggio del versetto. Seleziona un’immagine per leggere il passo correlato, la sua spiegazione e il relativo commento biblico.

2 Samuele 8:2 (RIV) »
Sconfisse pure i Moabiti: e fattili giacere per terra, li misurò con la corda; ne misurò due corde per farli mettere a morte, e la lunghezza d’una corda per lasciarli in vita. E i Moabiti divennero sudditi e tributari di Davide.

Genesi 26:13 (RIV) »
Quest’uomo divenne grande, andò crescendo sempre più, finché diventò grande oltremisura.

2 Re 3:4 (Traduzione RIV) - Contesto immediato
Nella storia della monarchia d’Israele, il testo si colloca durante le campagne del profeta Eliseo contro il deterioramento spirituale e politico del regno del Nord. Mesha, re di Moab, era già in rapporto di tributario con Israele. Il versetto descrive come Mesha, per sostentare il suo regno, allevasse grande numero di bestiame e pagasse al re d’Israele un tributo sostanzioso: centomila agnelli e centomila montoni con le loro lane. Questo tributo evidenzia la pressione economica imposta dall’egida israelita sull’alleato Moab e prepara il terreno per l’esito delle operazioni belliche che seguiranno nel capitolo.
Significato teologico e fedele lettura della scena
Il testo mostra come la fedeltà a Dio e la relazione tra popolo di Israele e nazioni vicine influiscano sul destino politico. Il tributo non è solo una somma materiale, ma una testimonianza della pressione che il potere divino-ed umano esercita sulle nazioni. Nel contesto più ampio, questo passaggio richiama l’idea biblica che Dio può avvertire o permettere le necessità economiche come parte di una correzione o di una prova per il suo popolo e per le nazioni che gravitano intorno a Israele.
parole chiave ed immagini
Riferimenti contestuali utili
- 2 Re 3:5-9: l’inaspettata alleanza tra Israele, Giuda e Edom contro Moab, mostrando come il tributo sia parte di una situazione critica che viene affrontata con interventi divini e umani congiunti.
- 2 Re 3:10-27: l’esito della campagna, dove le ragioni della sottomissione si scontrano con la potenza divina nella lotta per la terra.
Riflessioni dalle opere dei commentatori pubblici-domain
Questo passo è stato spesso usato per mostrare come i re di Israele imposero tasse e tributi per mantenere la potenza, ma anche come Mosso dalle difficoltà, la fede può essere messa alla prova. Alcuni commentatori storici sottolineano che la ricchezza pastorale di Moab diventa una moneta di scambio politico e religioso nel contesto della ribellione contro Israele.
Nota su citazioni: tra le fonti di commento pubblico dominio, si trovano osservazioni di volti quali Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke. Nessuna citazione estesa è fornita qui, ma si riconosce che tali autori hanno sottolineato che i tributi, nelle cronache antiche, spesso riflettono una realtà di potere e dipendenza, e che Dio sovrintende anche a queste dinamiche per portare a un giudizio o a una liberazione.
Connessioni utili per i giorni nostri
- Responsabilità economica in tempi di tensione politica: come le nazioni devono spesso fare fronte a tributi e tasse imposte da potenze maggiori, ponendo domanda su giustizia e necessità.
- Fiducia in Dio nelle crisi: quando la pressione esterna cresce, la fede può offrire una prospettiva di speranza e orientare le azioni dei credenti.
Applicazione pratica
Nel nostro contesto, il brano invita a riconoscere che le risorse materiali possono essere strumenti nelle mani di Dio per una più ampia narrativa di giustizia e disciplina. Chi vive in situazioni di debolezza economica o di pressione politica può cercare la prospettiva di fiducia in Dio, ricordando che nulla sfugge al suo piano. Le nostre azioni - giustizia, lealtà e pratiche responsabili - contano, anche quando le circostanze sembrano opprime.