Old Testament
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Significato chiaro di Romani 3:9 (RIV)
Che dunque? Abbiamo noi qualche superiorità? Affatto; perché abbiamo dianzi provato che tutti, Giudei e Greci, sono sotto il peccato.
Contesto immediato
Questo verso è parte di una sezione in cui Paolo conclude che nessuno è giustificato davanti a Dio per opere, rango o nascita. Dopo aver esposto che sia Giudei sia Greci sono sotto il peccato, egli chiama in causa l’umanità nel suo complesso, ponendo le basi per la necessità della giustificazione per fede in Cristo (vv. 21-26). La domanda retorica “abbiam noi qualche superiorità?” mostra la sua intenzione di smantare orgoglio e pretese religiose, rendendo evidente l’universalità della condizione peccaminosa.»
Osservazioni interpretative
Riflessioni tematiche
Passaggi correlati e spiegazioni brevi
Confronti con i commentatori classici
Secondo Matthew Henry, l’accenno all’“abbiamo” mette in rilievo l’ipocrisia cooperante di chi si considera giusto per nascita o per legami religiosi. Albert Barnes sottolinea che l’uguaglianza di Giudei e Greci mostra che la trasgressione è universale e non viene superata da una superiore consapevolezza della legge. Adam Clarke richiama l’idea che nessuna virtù esteriore sostituisce la necessità della giustificazione, poiché tutte le opere dell’uomo non possono cancellare la colpa intrinseca. In chiave contemporanea, l’illustrazione aiuta a evitare l’autocompiacimento religioso e a puntare direttamente sulla grazia rinnovatrice di Dio.
Citazioni dirette: si trovano solo come parafrasi consolidate nelle opere di Henry, Barnes e Clarke, evitando la riproduzione di citazioni lunghe e mantenendo la citazione breve quando è presente.
Spunti pratici
Nota di chiusura
Il versetto richiama l’uomo alla realtà: senza Cristo, tutti sono sotto il peccato; con Cristo, si ottiene la giustificazione per fede. La domanda iniziale serve a spostare l’attenzione dall’apparente superiorità all’umile dipendenza da Dio.