Old Testament
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Romani 1:3 (RIV) – Significato e cornice
Significato immediato: la frase “e che concerne il suo Figliuolo” introduce la centralità dell’identità messianica di Gesù Cristo, annunciato fin dall’inizio della predicazione di Paolo come l’Unto di Dio, discendente di David secondo la carne, e incaricato di portare la salvezza.
Contesto rapido
L’epistola ai Romani apre proseguendo una presentazione teologica della salvezza per fede. Paolo esordisce con l’idea di un vangelo che riguarda Gesù Cristo, colui che è stato costituito Figlio di Dio con potenza, mediante lo Spirito di sanctità, dalla risurrezione dei morti (cf. Rom 1:1-4). La menzione “figliuolo” richiama l’“Onnipotente” che si è fatto uomo, rivelando la pienezza dell’alleanza divina a favore dei Gentili e dei Giudei.
Osservazioni interpretative
Riferimenti tematici (breve lista)
Osservazioni su fonti patristiche
Secondo i commentatori classici, come Mattheo Henry, Albert Barnes e Adam Clarke, l’espressione sottolinea sia l’origine umana (discendenza da Davide) sia l’esaltazione divina. In breve, Gesù è l’evento storico che realizza la promessa divina. Si distingue la distinzione tra guerra e grazia: la legge annuncia, la fede accoglie.
Quotidiane applicazioni pratiche
In sintesi: l’enunciazione “e che concerne il suo Figliuolo” fissa l’orizzonte della lettera: la salvezza si rivela in Gesù Cristo, Figlio annunciato e riconosciuto in quella che Dio ha promesso fin dall’Antico Testamento e che ora è offerta all’umanità mediante la fede.