Apocalisse 17:14 Significato e commento del versetto biblico

Costoro guerreggeranno contro l’Agnello, e l’Agnello li vincerà, perché egli è il Signor dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e fedeli.

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Apocalisse 17:14 Commento biblico al versetto

Significato immediato

Apocalisse 17:14 descrive una vittoria finale: coloro che guerreggeranno contro l’Agnello saranno vinti dall’Agnello, perché egli è Signore dei signori e Re dei re. I “chiamati, gli eletti e fedeli” sono associati a lui nella vittoria e partecipano alla sua fedeltà anche quando il conflitto si svolge in immagini simboliche e cosmiche.

Contesto immediato

Questo versetto è parte della sezione in cui si presenta la bestia e la sua potenza contrapposta all’Agnello. L’immagine della guerra è politicamente, spirituale e escatologica: le potenze ribelli si aggrappano al potere terreno, ma la vittoria finale è attribuita all’Agnello, cioè a Cristo, che detiene suprema sovranità. La citazione prosede da un contesto in cui la fedele congregazione segue l’Agnello anche in tempi di prova.

Osservazioni interpretative

  • Autorità cosmica: l’espressione "Signore dei signori e Re dei re" sottolinea l'autorità sovrana di Cristo su tutte le potenze umane e spirituali, superando ogni sovranità terrena.
  • Vittoria assicurata: la vittoria dell’Agnello è sicura per coloro che sono con lui — i chiamati, gli eletti e fedeli — indicando che la fede autentica resta salda anche dinanzi all’ostilità del potere confuso e persecutorio.
  • Unità della vittoria: la frase collega la vittoria di Cristo con la partecipazione dei credenti fedeli, non separando la sorte dell’Antico come qualcosa di esclusivo; l’elezione e la fedeltà sono presentate come comunione con Cristo vittorioso.

Riferimenti rilevanti

1) Apocalisse 5:5-6: Il Crocifisso è l’Agnello cheunque è degno di aprire i sigilli; la vittoria è già presente nel piano divino. Spiegazione: mostra che l’autorità di Cristo è stata posta fin dall’inizio, preludio della vittoria finale.

2) Romani 8:37: In tutto siamo più che vincitori per mezzo di colui che ci ha amato. Spiegazione: incoraggia a riconoscere la vittoria di Cristo come fondamento della perseveranza dei credenti.

3) Efesini 1:21-22: ogni governo e potenza sono sottoposti a Cristo, che è entrato nel mondo come re.

Note interpretative tratte dai commentatori pubblici dominio

Matthew Henry sottolinea che la vittoria di Cristo non è una vittoria violenta ma sovrana, basata sulla giustizia divina e sulla sua fedeltà. Albert Barnes evidenzia che il popolo fedele è preservato e partecipe della vittoria, non perché sia superiore, ma per la rinuncia al mondo e la fiducia in Cristo. Adam Clarke richiama l’idea della signoria assoluta di Cristo su tutte le potenze, e che il termine “re dei re” esprime la suprema autorità.

Risposta pratica

Per i lettori odierni, la voce di Apocalisse 17:14 ricorda che la fedeltà a Cristo non è una fuga dal conflitto, ma una partecipazione alla sua vittoria finale. Nella vita quotidiana, la fiducia nel Signore dei signori alimenta perseveranza e lealtà etica, anche quando le pressioni del potere sembrano schiacciare la fede.

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Apocalisse 17:14 Riferimenti incrociati del versetto

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Romani 8:30 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
Romani 8:30 (RIV) »
e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati.

1 Timoteo 6:15 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
1 Timoteo 6:15 (RIV) »
la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signor dei signori,

Matteo 22:14 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
Matteo 22:14 (RIV) »
Poiché molti son chiamati, ma pochi eletti.

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