Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaChapter
Apocalisse 1 Apocalisse 2 Apocalisse 3 Apocalisse 4 Apocalisse 5 Apocalisse 6 Apocalisse 7 Apocalisse 8 Apocalisse 9 Apocalisse 10 Apocalisse 11 Apocalisse 12 Apocalisse 13 Apocalisse 14 Apocalisse 15 Apocalisse 16 Apocalisse 17 Apocalisse 18 Apocalisse 19 Apocalisse 20 Apocalisse 21 Apocalisse 22Verse
Apocalisse 11:1 Apocalisse 11:2 Apocalisse 11:3 Apocalisse 11:4 Apocalisse 11:5 Apocalisse 11:6 Apocalisse 11:7 Apocalisse 11:8 Apocalisse 11:9 Apocalisse 11:10 Apocalisse 11:11 Apocalisse 11:12 Apocalisse 11:13 Apocalisse 11:14 Apocalisse 11:15 Apocalisse 11:16 Apocalisse 11:17 Apocalisse 11:18 Apocalisse 11:19



Apocalisse 11:14 (RIV) — Il terzo guaio sta per avere luogo
L’episodio che precede questo versetto è la visione delle due testimonianze, i due profeti, e la loro morte, seguita dalla loro risurrezione e ascensione al cielo. Dopo l’apparente vittoria dei nemici, l’angelo proclama che il secondo guaio è passato e che il terzo guaio verrà presto. Il contesto è dunque una serie di giudizi simbolici che scacciano ogni dubbio: la Giudea spirituale ha visto crudeli tribolazioni, ma la sovranità divina resta intatta e gli eventi si muovono secondo il piano di Dio.
Significato chiave e rivelazione di Dio
Il testo rivela una fiducia incrollabile: anche quando la persecuzione e la devastazione sembrano dominare, Dio sostiene la sua giustizia e la sua coalizione di fedeli. L’espressione “Il secondo guaio è passato” indica che una serie di tribolazioni ha avuto termine, confermando che le sofferenze hanno un tempo delimitato sotto il controllo divino. L’annuncio del “terzo guaio” che sta per venire invita i credenti a vigilare, a confidare nella sovranità di Cristo e a perseverare fino al culmine della storia salvifica.
Parole e immagini importanti
– Guaio: strumento di giudizio simbolico che segnala fasi di purificazione o punizione.
– Terzo guaio: non è una descrizione temporale casuale, ma una progressione narrativa che mostra che le prove non sono casuali ma ordinamente orchestrate da Dio.
– “passato” e “verrà” indicano una successione di eventi in cui la fedeltà divina si mostra costante anche nelle crisi.
Collegamenti utili (cross-references) e breve spiegazione
Spiegazione rapida delle connessioni: i guai descritti nell’ALFA della serie di giudizi evidenziano la progressione divina; la parola “passato” rassicura i credenti che le prove hanno una fine, mentre il richiamo al “terzo guaio” li invita a mantenere la fede in vista della manifestazione finale di Cristo.
Voce dei Padri e sintesi unitaria
Gli esegeti pubblici come Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke osservano la natura simbolica della scena apocalittica: i giudizi non sono vendette spurie, ma promemoria della giustizia divina operante nel corso della storia. Il tono è di incoraggiamento: non lasciate che le prove oscurino la fiducia nel piano divino. Clarke sottolinea che la serie di guai serve a purificare la fede e preparare la gloria finale; Henry insiste sull’ordine divino che governa i tempi del pianto e della consolazione. In sintesi, il passo invita i credenti a riconoscere che anche quando la malvagità sembra avanzare, Dio guida la storia verso la vittoria di Cristo.
Applicazione pratica per oggi
Quando sperimenti contrasti o persecuzioni per la tua fede, ricorda che ciò che pare un guaio ha entro sé una fase che sta passando. Dio è sovrano sui tempi e sulle prove: la tua fedeltà non sarà vana. Sii vigilante, prega con fiducia, e mantieni la speranza nel Cristo risorto, sapendo che il terzo guaio — e con esso la piena giustizia e la gloria— verrà al momento stabilito dal Signore.
Citazioni dirette (esempio) dai Padri secondo disponibilità pubblica:
“Il secondo guaio è passato; ed ecco, il terzo guaio verrà tosto.” — descrive la progressione dei giudizi come evento divinamente ordinato.