Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaChapter
Apocalisse 1 Apocalisse 2 Apocalisse 3 Apocalisse 4 Apocalisse 5 Apocalisse 6 Apocalisse 7 Apocalisse 8 Apocalisse 9 Apocalisse 10 Apocalisse 11 Apocalisse 12 Apocalisse 13 Apocalisse 14 Apocalisse 15 Apocalisse 16 Apocalisse 17 Apocalisse 18 Apocalisse 19 Apocalisse 20 Apocalisse 21 Apocalisse 22



Apocalisse 10:7 (RIV) – Struttura e significato
Nel contesto dell’Apocalisse, il capitolo 10 si situa tra le tensioni di giudizio e di rivelazione. Il profeta Giovanni riceve un libro aperto dal piccolo angelo, e il testo indica che l’accento della rivelazione giunge al compimento nei giorni della voce del settimo angelo. Il versetto in questione afferma che, quando il settimo angelo would sonare, si compirebbe il mistero di Dio, secondo che Egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti. In breve, l’epilogo della rivelazione divina è determinato e conforme alle promesse profetiche, non in tempi umani, ma secondo la decretazione divina.
Significato centrale
Il versetto afferma che, al tempo della voce del settimo angelo, si realizza il mistero di Dio. Ciò richiama la piena cessazione della storia presente come spettacolo di vittorie e tribolazioni, per lasciar affiorare ciò che Dio ha promesso attraverso i suoi profeti. Il “mistero di Dio” non è una novità, ma la pienezza della sua sovranità rivelata, conforme a ciò che Egli ha usato per annunciare ai servi. In questa cornice, la rivelazione non è improvvisa né arbitraria, ma è l’esito di una rivelazione già dadosi nel passato profetico.
Temi chiave
Passaggi correlati
Correlazioni utili includono:
Queste connessioni mostrano che la visione apocalittica è entro il disegno redentivo più ampio: ciò che era stato promesso diventa realtà nel tempo determinato da Dio.
Riflessione pratica
Per i lettori odierni, il passo invita a fidarsi della fedeltà divina anche quando le situazioni sembrano complesse o lente nel compiersi. Non si tratta di una curiosità profetica, ma di una fiducia che Dio agisce perfettamente e porta a compimento ciò che ha promesso. La nostra risposta è sottometterci alla sua volontà, attendendo la realizzazione del mistero di Dio nel contesto della nostra fede e laboriosità per il Regno.
Breve sintesi
In Apocalisse 10:7, la rivelazione finale si considera al tempo della voce del settimo angelo: il mistero di Dio, annunciato dai profeti, giunge al suo compimento secondo la volontà divina. È una proclamazione che invita a fidarsi della fedeltà divina e a vivere in conformità alla promessa rivelata.
Note sui legami con autori antichi
Concetti chiave di Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke indicano che l’“epilogo” della visione è legato all’adempimento delle promesse profetiche e alla pienezza del piano di Dio. Henry sottolinea la pazienza divina nel tempo; Barnes richiama la fiducia nella rivelazione divina; Clarke mette in evidenza la fedeltà di Dio nel compimento del mistero. Se si citassero brevi pensieri, si potrebbe ricordare l’idea di Henry sull’ordine profetico che si realizza secondo la “stessa” parola di Dio.
Cross-reference utili: Apocalisse 11:15; Romani 16:25-26; Efesini 3:3-5.