Salmi 69:21 Significato e commento del versetto biblico

Anzi mi han dato del fiele per cibo, e, nella mia sete, m’han dato a ber dell’aceto.

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Salmi 69:21 Commento biblico al versetto

Salmi 69:21 (RIV) — Significato e inquadramento

Significato immediato: Il versetto descrive una pena estrema: reagenti al male, i nemici offrono al salmista non cibo ma veleno simbolico, trasformando la sete in aceto. È un’immagine di ostilità crudele e di sofferenza ingiusta, ma inserita nell’insieme del Salmo 69, dove il pio confidante grida a Dio in afflizioni e nel bisogno di salvezza.

Contesto e breve inquadramento

Questo salmo è una preghiera penitente e di travaglio, attribuita al pensiero di chi soffre per antagonismo motivato dall’inosservanza o dalla fede leale. Le accuse contro i nemici non sono semplice rabbia; mostrano una fiducia incrollabile in Dio e una richiesta di intervento. La potente immagine del cibo avvelenato e dell’aceto nel bere rispecchia una pratica di derisione e di annichilimento, nonché la percezione che la sofferenza non sia casuale ma provocata dall’ostilità dei nemici.

Osservazioni interpretative

  • La frase evidenzia la gravità della persecuzione. Non si tratta solo di mancanza di risorse, ma di una intenzionalità maligna: “del fiele per cibo” è una caricatura orribile della generosità umana ribaltata in sofferenza.
  • Il tema della sete e della sete non soddisfatta rafforza l’angoscia fisica; l’aceto, spesso usato come espediente di aceto o di sambuca, diventa qui simbolo di avversione e di disprezzo.
  • La fiducia nel Signore rimane costante: l’angoscia non riduce l’anelito di giustizia divina, ma consolida la domanda di intervento divino.

Riflessioni utili (in stile di commento biblico)

Questo versetto, nel quadro del Salmo 69, invita a vedere la sofferenza come prova e a confidare nell’intervento divino. Come hanno notato i commentatori biblici antichi, tra cui Mattheo Henry, Barnes e Clarke, la durezza degli avversari non è fine a se stessa ma serve a mostrare la potenza di Dio nel momento della prova. La sofferenza descritta non annulla la fede, ma la provoca a cercare conforto in Dio e a confidare nella sua giustizia.

Collegamenti utili

  • Salmo 22: la stessa tematica di ostilità umana contro il giusto e la fiducia in Dio. Spiega come la sofferenza possa essere trasformata in un atto di fede.
  • Salmo 69:4 e seguenti: sviluppa ulteriormente la cronaca della persecuzione, offrendo un modello di supplica rivolta al Signore.
  • 2 Corinti 4:8-9: mostra come i credenti possono essere sferzati senza però soccombere, mantenendo la fiducia in Dio.

Sintesi pratica

In situazioni di ostilità ingiusta, il credente è invitato a cercare rifugio in Dio, confessare la sofferenza senza rancore e attendere l’intervento divino. Anche quando sembra che l’amaro derivi da chi è intorno, la fiducia in Dio resta la via di speranza e di liberazione.

Questi spunti si intrecciano con l’approccio di: Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke, che hanno sottolineato come la sofferenza ingiusta porti la fede a una maturazione mediante la fiducia nel Signore e la speranza nel suo intervento.

Citazioni brevi ( quotes dai padri della riforma pubblica dominio, se presenti): Alcune formulazioni celebri dei commentatori pubblici includono: “Anzi mi han dato del fiele per cibo” come descrizione della crudeltà umana; “nella mia sete, m’han dato a ber dell’aceto” come simbolo di derisione e mancanza di pietà. Nota: non sono citazioni estese, ma riferimenti ai temi ricorrenti nei commentari antichi.

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Salmi 69:21 Riferimenti incrociati del versetto

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Matteo 27:34 (RIV) »
ma Gesù, assaggiatolo, non volle berne.

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Luca 23:36 (RIV) »
E i soldati pure lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell’aceto e dicendo:

Matteo 27:48 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
Matteo 27:48 (RIV) »
E subito un di loro corse a prendere una spugna; e inzuppatala d’aceto e postala in cima ad una canna, gli die’ da bere.

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