Salmi 58:5 Significato e commento del versetto biblico

che non ascolta la voce degl’incantatori, del mago esperto nell’affascinare.

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Salmi 58:5 Commento biblico al versetto

Punto interpretativo principale

Salmo 58:5 presenta un ritratto ironico e penetrante della condotta empia: coloro che rifiutano di ascoltare la voce degli incantatori e del mago esperto nell’affascinare non hanno alcun vero poter­e. La versetto mette in rilievo l’inutilità delle seduzioni magiche di fronte all’intervento divino: la malizia umano non trova scampo davanti all’ordine e alla giustizia di Dio.

Contesto letterario

Questo salmo è attribuito ai lamentazioni del re, probabilmente Davide, contro i nemici dell’ingiustizia. Il linguaggio è aggressivo e mirato: si denuncia la corruzione e la violenza, ma si afferma anche la fiducia nella giustizia divina. Il versetto 5 si inserisce nel quadro di un’invocazione contro coloro che ricorrono a incantesimi e magie per guadagnare potere o per ottenere ingiuste vittorie. È un richiamo a riconoscere che le seduzioni occulte non hanno la capacità di risolvere i problemi morali o di stabilire la giustizia.

Significato teologico

La passerella tra incantatori e maghi serve a distinguere l’ordine di Dio dall’ordine del mondo. La fiducia cieca in poteri occulti viene denunciata come idolatria: l’uomo antepone mani e formule a Dio. Il testo invita i fedeli a scegliere la sapienza divina, che si manifesta nell’obbedienza, nella rettitudine e nella fiducia nella giustizia di Dio, piuttosto che nell’inganno e nell’inganno apparente delle magie.

Risonanze nelle Scritture

- Proverbi e Deuteronomio 18:9–14 mostrano un tema ricorrente: Dio è unico e le pratiche magiche o divinatorie sono contraposte al suo volere.

- 1 Samuele 15:23 richiama l’idea che l’empietà di inseguire seduzioni sia come l'ascia che taglia la radice del peccato; qui, l’idea di ribellione contro Dio si lega all’insoddisfazione per la verità rivelata.

- Isaia 8:19-20 propone la luce della parola di Dio contro le proprie alture di incanto e consultazione degli spiriti.

Domande per la riflessione

  • In che modo cerco soluzioni rapide affidandomi a ricette mondane o superstizioni quando affronta questioni morali o spirituali?
  • Come riconosco la voce che guida veramente la mia vita: la parola di Dio o le seduzioni del mondo?

Conclusione sintetica

Il salmo invita a riconoscere l’inutilità delle scorciatoie occultiste di fronte alla parola e alla giustizia di Dio. La fiducia va posta nel Signore, che veglia sulle sorti dei giusti e smaschera l’ipocrisia di chi ricorre a incanti e magie. In questo modo, la voce della verità si distingue dalle seduzioni ingannevoli.

Citazioni dirette (fonti pubbliche)

Tra i commentatori pubblici di autorevole tradizione, si osserva:

- Matthew Henry: “... la dolce prudenza divina e la giustizia” (riassunto della tenuta divina contro l’inganno). Nota: non sono riportate citazioni complete qui, ma il senso è integra­to nel commento.

- Albert Barnes: si riferisce all’inutilità delle magie contro la saggezza divina.

- Adam Clarke: descrive la fiducia nei poteri occulti come idolatria e contrappone la verità di Dio.

Tre riferimenti incrociati

- Prov. 18:10: la fortezza del Onnipotente è un rifugio; qui, la convinta fiducia in Dio sta al posto delle magie.

- Deut. 18:10-12: vieta le pratiche divinatorie, promuovendo la sobrietà della rivelazione divina.

- Isaia 8:19-20: opposizione tra la consultazione degli spiriti e la parola di Dio.

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Salmi 58:5 Riferimenti incrociati del versetto

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Deuteronomio 18:11 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
Deuteronomio 18:11 (RIV) »
né incantatore, né chi consulti gli spiriti, né chi dica la buona fortuna, né negromante;

Isaia 19:3 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
Isaia 19:3 (RIV) »
Lo spirito che anima l’Egitto svanirà, io frustrerò i suoi disegni; e quelli consulteranno gl’idoli, gl’incantatori, gli evocatori di spiriti e gl’indovini.

Geremia 8:17 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
Geremia 8:17 (RIV) »
Poiché, ecco, io mando contro di voi de’ serpenti, degli aspidi, contro i quali non v’è incantagione che valga; e vi morderanno, dice l’Eterno.

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