Salmi 140:8 Significato e commento del versetto biblico

Non concedere, o Eterno, agli empi quel che desiderano; non dar compimento ai loro disegni, che talora non s’esaltino. Sela.

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Salmi 140:8 Commento biblico al versetto

Salmi 140:8 (RIV) – Significato e riflessione

Significato diretto: Il salmista implora che Dio NON conceda agli empi ciò che desiderano né esaudisca i loro piani maligni, e che non permetta che si esaltino nei loro progetti. La preghiera è una richiesta di intervento divino per contenere l’orgoglio e la malevole determinazione di chi si oppone alla giustizia.

Contestualizzazione

Questo versetto si inserisce in un Salmo di supplica contro l’opposizione ingiusta. Il salmista riconosce che gli empi non si arrenderanno da soli, ma hanno intenzioni astute e destructive. Dio è invocato come protector e giudice che può interrompere tali disegni prima che si perfezionino, ricordando che la sua cura è per i giusti e che l’orgoglio degli empi spesso conduce a caduta.

Osservazioni interpretative

  • Dipendenza da Dio: la richiesta implica fiducia nella sovranità divina per raffreddare i piani di aggressione e ingiustizia.
  • Contenimento del male: non è una negazione del libero arbitrio altrui, ma una preghiera per limitare l’impatto del male nel mondo.
  • Sela come pausa meditativa: invita a fermarsi e considerare la dignità di Dio e la sua giusta amministrazione.

Trasposizioni delle intuizioni dei padri commentatori

Henry, Barnes e Clarke offrono un ritratto coerente: la preghiera non nega l’esercizio della giustizia, ma chiede protezione per i fedeli e una giusta guida contro le strategie dei malvagi. In sintesi, si tratta di una fiducia che Dio può interrompere piani mali prima che si realizzino.

Riflessi tematici

  • La protezione divina contro l’inganno e la malizia.
  • La giusta preghiera come risposta all’ingiustizia percepita.
  • La consapevolezza che la gloria di Dio non deve accompagnarsi all’esaltazione degli empi.

Cross-reference e loro spiegazioni

  • Proverbi 16:18 — l’orgoglio precede la rovina; la preghiera qui mira a frenare l’esaltazione degli empi.
  • Proverbi 21:31 — la sconfitta finale degli empi è data dall’intervento divino, non da armamenti umani.
  • Romani 12:19 — non renderevi voi stessi a vendette, ma affidatevi a Dio che giudica equamente; qui l’idea è di lasciar a Dio la gestione delle ostilità.

Conclusione pratica

Questo versetto invita i credenti a pregare per la giustizia operante nel mondo, confidando nell’intervento di Dio e nel suo controllo sui piani degli empi. È un richiamo a vivere con integrità, sapendo che la misericordia divina può porre freno al male senza cessare di operare la giustizia.

Note sui riferimenti agli autori: non sono citazioni estese, ma si riconosce la linea di pensiero comune di commentatori pubblici come Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke, che vedono la preghiera come contenimento del male e fiducia nella giustizia divina. Nessuna citazione diretta è inclusa qui; eventuali citazioni brevi verranno indicate esplicitamente.

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