Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaVerse
Marco 6:1 Marco 6:2 Marco 6:3 Marco 6:4 Marco 6:5 Marco 6:6 Marco 6:7 Marco 6:8 Marco 6:9 Marco 6:10 Marco 6:11 Marco 6:12 Marco 6:13 Marco 6:14 Marco 6:15 Marco 6:16 Marco 6:17 Marco 6:18 Marco 6:19 Marco 6:20 Marco 6:21 Marco 6:22 Marco 6:23 Marco 6:24 Marco 6:25 Marco 6:26 Marco 6:27 Marco 6:28 Marco 6:29 Marco 6:30 Marco 6:31 Marco 6:32 Marco 6:33 Marco 6:34 Marco 6:35 Marco 6:36 Marco 6:37 Marco 6:38 Marco 6:39 Marco 6:40 Marco 6:41 Marco 6:42 Marco 6:43 Marco 6:44 Marco 6:45 Marco 6:46 Marco 6:47 Marco 6:48 Marco 6:49 Marco 6:50 Marco 6:51 Marco 6:52 Marco 6:53 Marco 6:54 Marco 6:55 Marco 6:56



Marco 6:15 (RIV) – Contesto immediato
Nella scena di Gesù a Nazaret gli ascoltatori si interrogano su chi egli sia. Dopo che Gesù ha compiuto segni in Galilea, alcuni lo riconoscono come una figura profetica, ma altri, restii a crederlo, affermano: “E’ Elia!” o “E’ un profeta come quelli di una volta.”
Significato teologico del testo
Il versetto mostra la varietà di risposte all’opera di Dio. La gente non dubita della potenza di Gesù, ma interpreta i segni secondo i quadri messianici del tempo: Elia, profeta eminente, o un profeta del passato replicato. Il testo rivela che la fede autentica non è solo riconoscimento di potere, ma fiducia nel piano di Dio che supera le categorie umane. La domanda è: chi è Gesù per me? La parola di Dio invita ad andare oltre le etichette e a incontrarlo come il Figlio di Dio e il Salvatore.
Vocabolario e immagini chiave
Collegamenti con passi correlati
Il testo oggi: applicazione pratica
La scena invita i credenti a valutare le proprie certezze: non si tratta di una etichetta religiosa, ma di una relazione viva con Cristo. Le risposte adeguate non derivano da consenso collettivo o da un’immagine idealizzata di Gesù, ma da una fiducia che riconosce in lui il compimento delle promesse di Dio. In vita quotidiana, questo significa cercare Gesù non per confermare una categoria, ma per incontrare una salvezza che cambia la persona e la comunità, anche quando le opinioni altrui sono divergenti.
Contributi dei commentatori pubblici: Matthew Henry enfatizza come la sua identità si può riconoscere solo dall’opera e dalla parola, non da etichette sociali. Albert Barnes sottolinea la cautela contro l’interpretazione superficiale dei segni, invitando alla fede che va oltre il rumore delle opinioni. Adam Clarke aiuta a leggere i riferimenti profetici come cornici per comprendere la missione messianica di Gesù. In sintesi, la fede autentica si distingue non per la popolarità, ma per l’adesione fiduciosa a Cristo.
Citazioni brevi dai commentatori (esatte, quando disponibili)
Nessuna citazione testuale estesa è inclusa qui; si riportano solo riferimenti diretti agli autori: Henry, Barnes e Clarke sono riconosciuti per aver influenzato la comprensione della funzione profetica e della messianità di Gesù in questo passo.