Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaChapter
Levitico 1 Levitico 2 Levitico 3 Levitico 4 Levitico 5 Levitico 6 Levitico 7 Levitico 8 Levitico 9 Levitico 10 Levitico 11 Levitico 12 Levitico 13 Levitico 14 Levitico 15 Levitico 16 Levitico 17 Levitico 18 Levitico 19 Levitico 20 Levitico 21 Levitico 22 Levitico 23 Levitico 24 Levitico 25 Levitico 26 Levitico 27Verse
Levitico 20:1 Levitico 20:2 Levitico 20:3 Levitico 20:4 Levitico 20:5 Levitico 20:6 Levitico 20:7 Levitico 20:8 Levitico 20:9 Levitico 20:10 Levitico 20:11 Levitico 20:12 Levitico 20:13 Levitico 20:14 Levitico 20:15 Levitico 20:16 Levitico 20:17 Levitico 20:18 Levitico 20:19 Levitico 20:20 Levitico 20:21 Levitico 20:22 Levitico 20:23 Levitico 20:24 Levitico 20:25 Levitico 20:26 Levitico 20:27



Significato immediato
Levitico 20:6, nel testo RIV, mette in chiaro che chi si rivolge a spiriti o indovini per corrompere la propria devozione con pratiche di incanto è oggetto della severa collera di Dio: la sua faccia verrà rivolta contro l’individuo, e sarà sterminato dal popolo. È un ammonimento assoluto contro l’idolatria e la forme moderne di superstizione che cercano potere o controllo su di noi al di fuori della rivelazione divina.
Contesto sintetico
Questo versetto è inserito nel contesto della legge morale data in Levitico, dove Dio delinea distinzioni tra santità e impurità, purezza rituale e idolatria. La proibizione riguarda sia gli spettacoli occulti sia le pratiche commerciali o religiose che sviano il popolo dall’adorazione unica del Signore. L’esortazione non è una mera minaccia, ma un richiamo alla fedeltà, con la gravità della compromissione spirituale che mina la comunità e la sua identità come popolo di Dio.
Osservazioni interpretative
- L’espressione “si volge agli spiriti e agl’indovini” indica una scelta deliberata di affidarsi a poteri fuorvianti, cercando conoscenza o controllo oltre la rivelazione di Dio. L’idolatria è presentata non solo come adorazione di idoli, ma come deviazione dalla relazione fiduciosa con Dio.
- La formula “volgerò la mia faccia contro quella persona” esprime la frattura tra Dio e chi emargina la Sua alleanza. La conseguenza, “la sterminerò di fra il suo popolo”, è una responsabilità comunitaria: una deviazione individuale ha effetti su tutta la comunità.
- Le norme qui contenute mirano a preservare la purezza della pratica religiosa e l’unità del patto, evitando contaminazione rituale che potrebbe isolare Dio dal Suo popolo.
Citazioni utili di letture veterotestamentarie (commentari public domain)
Matthew Henry osserva che tali proibizioni servono a mantenere la santità della relazione con Dio, affinché la congregazione non venga sedotta dall’inganno. Albert Barnes sottolinea l’uso della pena come deterrente contro l’idolatria, evidenziando la gravità morale della deviazione. Adam Clarke enfatizza la necessità di guardare alle conseguenze sociali e spirituali della consultazione di spiriti, distinguendola dall’esplorazione innocente della conoscenza divina sotto la guida dello Spirito Santo. Queste sintesi si muovono in direzione di una comprensione comune: la fedeltà a Dio è essenziale per la vita comunitaria e per la propria integrità spirituale. Citazioni brevi: Henry richiama la santità della legge, Barnes la severità della punizione, Clarke la funzione deterrente della norma.
Passaggi correlati
Conclusione pratica
Il testo invita a vigilare sulle fonti di conoscenza e di potere che si cercano. La fedeltà a Dio, governata dalla Sua Rivelazione, protegge la comunità dall’inganno spirituale. Se sorgono tentazioni o curiosità legate all’occulto, la risposta biblica è rivolgersi al Signore, confidando nel Suo favore e nella Sua parola, piuttosto che cercare poteri che promettono controllo ma infatti spezzano l’alleanza con Dio.