Old Testament
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Giovanni 5:47 (RIV): «Ma se non credete agli scritti di lui, come crederete alle mie parole?»
Contesto immediato: In questo passo gesù si rivolge ai Giudei che lo accusano di parlare contro le tradizioni e le autorità religiose. La discussione è centrata sull’autorità: gli scritti di Mosè sono considerati fondamento della fede del popolo. Gesù mostra che la rivelazione di Dio non è contraddittoria tra Mosè e il Figlio; se non si riconosce l’autorità delle Scritture, non si sarà capaci di ricevere la testimonianza di Gesù.
Cosa ci insegna questo testo sulla fede e su Dio
Il testo evidenzia che la fede autentica ha le sue radici nell’ascolto obbediente delle Scritture. Dio ha parlato in modo progressivo: la Scrittura contenuta nei libri di Mosè è un fondamento stabile; se la persona non si affida a quella rivelazione, non potrà riconoscere la parola di Gesù. Qui Gesù unisce la sua autorità a quella della Parola antica: non è una contrapposizione, ma una continuità di testimoni. La fede non nasce da esperienze isolate, ma dall’accordo tra la Parola datavi e la Parola incarnata nel Figlio.
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Raccolta di pensieri dai commentatori pubblici-domain
Matthew Henry collega l’esortazione a una coerenza tra testimonianze: se non si accoglie la testimonianza delle Scritture, non si può ricevere quella di Cristo. Secondo Henry, la prova delle Scritture è una bussola per distinguere la parola di Dio da vani insegnamenti.
Albert Barnes sottolinea che Gesù non nega la dignità delle proprie parole, ma mostra che le Scritture contengono la chiave interpretativa: la rivelazione piena in Cristo si illumina per mezzo di ciò che Mosè ha scritto.
Adam Clarke insiste sull’unità della rivelazione: la porzione antica della Parola rende ragione della nuova, poiché Gesù è il compimento di quanto era annunciato.
Versetti correlati
1) Giovanni 5:39: Le Scritture testimoni di lui, offrendo la chiave per riconoscere la verità in Gesù.
2) Matteo 5:17: Gesù viene a non abolire ma a adempiere la legge e i profeti, rendendo piena l’interpretazione della Parola.
3) Luca 24:27: Gesù esponeva come Mosè, i profeti e i salmi parlavano di lui, colmando la distanza tra antiche scritture e la sua persona.
Applicazione pratica per oggi
Questo passo invita i credenti a una fede informata: la fiducia in Cristo si radica nell’accogliere la rivelazione di Dio nelle Scritture. Non basta una semplice piega emotiva; la fede autentica è una risposta trasparente alla Parola. In un tempo di molteplici voci, la Bibbia resta criterio stabile per discernere verità e vie ingannevoli. Lasciamoci guidare dall’insegnamento delle Scritture, guardando a Cristo come il compimento di quanto Dio ha rivelato nel passato.