Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaVerse
Giovanni 21:1 Giovanni 21:2 Giovanni 21:3 Giovanni 21:4 Giovanni 21:5 Giovanni 21:6 Giovanni 21:7 Giovanni 21:8 Giovanni 21:9 Giovanni 21:10 Giovanni 21:11 Giovanni 21:12 Giovanni 21:13 Giovanni 21:14 Giovanni 21:15 Giovanni 21:16 Giovanni 21:17 Giovanni 21:18 Giovanni 21:19 Giovanni 21:20 Giovanni 21:21 Giovanni 21:22 Giovanni 21:23 Giovanni 21:24 Giovanni 21:25



Giovanni 21:24 (RIV) – interpreting the testimony of the beloved disciple
Questo versetto afferma la verità fondamentale sulla firma dell’evangelo: il discepolo che scritto tali cose è testimone affidabile, e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace.
Contesto immediato
Il capitolo 21 chiude il quarto Vangelo, presentando Gesù apparizioni post-resurrezione e una nota di chiusura personale da parte dell’evangelista. Giovanni è qui citato in terza persona: l’autore identifica se stesso così, come colui che ha scritto queste cose e ne è testimone. La frase sottolinea la sua affidabilità e l’obiettivo di rendere testimonianza oculata.
Osservazioni interpretative
Riflessioni tematiche
Passaggi correlati ravvicinati
Giovanni 19:35 – L’autore testimonia personalmente la realtà dei fatti: la sua testimonianza è vera perché è guidata dall’occhio oculato.
1 Giovanni 1:1–3 – La comunione con gli avi apostolici e la proclamazione della vita eternamente manifesta è basata sull’esperienza diretta, non su invenzione.
Apocalisse 22:6 – L’angelo ribadisce l’autenticità delle parole profetiche come veritiere, rinforzando l’idea di una rivelazione affidabile.
Note pratiche
Per i credenti: riconoscere l’autorità di una testimonianza basata sull’esperienza dell’autore e su una realtà storicamente ancorata; ciò invita a fidarsi delle scritture come riportate dai testimoni oculari e a vivere secondo la verità rivelata in Cristo.
Riferimenti utili
Contesto dell’evangelo: l’attenzione all’identità di Gesù e alla fede come risposta al Risorto. Collegamento teologico: la veridicità del racconto produce fiducia nel credente.
Sintesi finale
Questo versetto chiude Giovanni offrendo una dichiarazione di fiducia: il discepolo che ha scritto queste cose è testimone affidabile, e la sua testimonianza è verace. Per i lettori, la paternità oculata dei Vangeli è un fondamento per credere in Cristo e nella salvezza che egli offre.