Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaChapter
Giobbe 1 Giobbe 2 Giobbe 3 Giobbe 4 Giobbe 5 Giobbe 6 Giobbe 7 Giobbe 8 Giobbe 9 Giobbe 10 Giobbe 11 Giobbe 12 Giobbe 13 Giobbe 14 Giobbe 15 Giobbe 16 Giobbe 17 Giobbe 18 Giobbe 19 Giobbe 20 Giobbe 21 Giobbe 22 Giobbe 23 Giobbe 24 Giobbe 25 Giobbe 26 Giobbe 27 Giobbe 28 Giobbe 29 Giobbe 30 Giobbe 31 Giobbe 32 Giobbe 33 Giobbe 34 Giobbe 35 Giobbe 36 Giobbe 37 Giobbe 38 Giobbe 39 Giobbe 40 Giobbe 41 Giobbe 42



Significato immediato
Giobbe 14:21, nel testo della RIV, presenta l’immagine della distanza indifferente di Dio rispetto al valore umano: quando i figli di un uomo salgono in onore, egli li ignora; quando cadono in disgrazia, egli non li vede. Il versetto si apre a una meditazione riguardo alla fragilità della vita e al distacco apparente della benedizione divina di fronte all’esito della vita terrena.
Contesto e nesso
Il capitolo 14 di Giobbe affronta il tema della mortalità, della fredda locomotiva del tempo e della condizione dell’uomo davanti a Dio. Giobbe, nel mezzo della sofferenza, riflette sulla brevità della vita e sull’incertezza della prosperità umana. Il versetto è parte di un discorso sull’ephemeralità della gioia terrena: le assemblee di fama e disgrazia non provocano in Dio una risposta variabile secondo i successi o i fallimenti personali.
Osservazioni interpretative
Riflessioni tematiche
Passaggi correlati
Vicini a Giobbe 14:21, troviamo tematiche affini:
Breve spiegazione delle connessioni: i riferimenti richiamano la fragilità dell’esistenza e la necessità di cercare una stabilità che non dipende dall’onore terreno, ma dalla relazione con Dio.
Note su citazioni antiche
Non vengono citate qui estratti integri dai commentatori pubblici dominio, ma si riconosce che autori come Matthew Henry, Albert Barnes e Adam Clarke hanno indicato come Giobbe esprima una veduta della sapienza che trascende le apparenze, invitando a fidarsi di Dio anche quando la fortuna pare favorevole o sfavorevole. Non sono riportate citazioni letterali nel presente testo.
Conclusione pratica
Il passo invita a valutare la propria speranza non dai segni esterni di successo, ma dalla relazione continua con Dio. Quando tutto va bene o tutto va male, la fiducia resta: Dio osserva e conta la vita nell’orizzonte eterno, invitando a vivere con integrità e fiducia, più che con una lettura puramente empirica della realtà.