Esodo 23:13 Significato e commento del versetto biblico

Porrete ben mente a tutte le cose che io vi ho dette, e non pronunzierete il nome di dèi stranieri: non lo si oda uscire dalla vostra bocca.

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Esodo 23:13 Commento biblico al versetto

Esodo 23:13 (RIV) — Porrete ben mente a tutte le cose che io vi ho dette, e non pronunzierete il nome di dèi stranieri: non lo si oda uscire dalla vostra bocca.


Il versetto richiama l’obbedienza attenta alle istruzioni divine, ponendo una guardia severa contro l’idolatria e contro qualsiasi pronuncia o menzione di dèi falsi. Non si tratta solo di evitare riti estranei, ma di custodire le parole stesse che escono dalla bocca, poiché esse riflettono la fede e l’alleanza con il Signore.


In Esodo, Dio istruisce Israele su quanto riguardi la vita comunitaria, la giustizia e la santità. Le norme qui contenute si inseriscono nel patto mosaico: un richiamo a una purezza linguistica e cultuale, per distinguere Israele dalle nazioni pagane. Le alleanze, i voti e i nomi degli dèi strani potevano insinuarsi attraverso pratiche, riti o semplici espressioni quotidiane; la legge invita a una disciplina che rivela fedeltà al solo Dio.


- Linguaggio e lealtà: l’esortazione a “porrete ben mente” insiste sull’intenzione, non solo sull’osservanza esteriore. Parola non detta o non pronunciata è forma di lealtà al patto. Henry sottolinea che la purezza della bocca è indice della purezza del cuore e dell’adorazione reale.

- Contenuti proibiti: l’elenco non è esplicito qui, ma implica la proibizione di seduzioni idolatriche, anche se velate da usi pratici o sociali. La proibizione si riferisce a nomi e riferimenti agli dèi stranieri, che sarebbero simboli di alleanza alternativa e di allontanamento dalla fede in Israele.

- Funzione educativa: la norma ha lo scopo di formare una comunità distinta, con un linguaggio che attesta la fedeltà a Yahweh. L’uso della bocca diventa un luogo di alleanza o di tradimento.

Brevi punti tematici

  • Fedeltà linguistica come espressione di alleanza.
  • Protezione contro l’idolatria attraverso la parola.
  • Integrità comunitaria: la bocca riflette la fede collettiva.

Passaggi correlati

- Esodo 20:7: la proibizione di usare il nome del Signore invano mostra una continuità nell’attenzione alla santità del linguaggio sacred.

- Deuteronomio 6:4-5: la centralità dell’amore e della fedeltà a Dio con tutto il cuore, la mente e la forza; la lingua è una manifestazione di questa devozione.


In vita quotidiana, la parola rivela a chi serve. Evitare nomi vani o ingannevoli è un aiuto a vivere con coerenza la propria fede, evitando compromessi che oltraggiano la fiducia in Dio.

Note di studio

Questo versetto è stato osservato da commentatori pubblici come Henry, Barnes e Clarke per evidenziare l’unità tra parola e cuore, e la responsabilità della comunità nel coltivare una lingua consacrata all’adorazione del Signore. Citazioni indicative: Henry evidenzia che “la purezza della bocca è indice della purezza del cuore”; Barnes nota la severità della legge contro l’idolatria; Clarke richiama l’idea di purità linguistica come espressione della fiducia in Dio.


- Esodo 20:7: mostra la gravità di invocare insistentemente il nome del Signore in vano; aiuta a comprendere la gravità di usare nomi idolatrici.
- Deuteronomio 6:13: serve a collegare l’amore per Dio con la pratica della parola, non solo con i gesti.
- Salmo 16:2: lode al Dio vivente implica una fiducia che si riflette nella lingua e nell’adorazione sincera.

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Esodo 23:13 Riferimenti incrociati del versetto

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Giosué 23:7 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
Giosué 23:7 (RIV) »
senza mischiarvi con queste nazioni che rimangono fra voi; non mentovate neppure il nome de’ loro dèi, non ne fate uso nei giuramenti; non li servite, e non vi prostrate davanti a loro;

1 Timoteo 4:16 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
1 Timoteo 4:16 (RIV) »
Bada a te stesso e all’insegnamento; persevera in queste cose, perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.

Deuteronomio 4:9 RIV Immagine di un versetto biblico correlato
Deuteronomio 4:9 (RIV) »
Soltanto, bada bene a te stesso e veglia diligentemente sull’anima tua, onde non avvenga che tu dimentichi le cose che gli occhi tuoi hanno vedute, ed esse non t’escano dal cuore finché ti duri la vita. Falle anzi sapere ai tuoi figliuoli e ai figliuoli de’ tuoi figliuoli.

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