Old Testament
Genesi Esodo Levitico Numeri Deuteronomio Giosué Giudici Rut 1 Samuele 2 Samuele 1 Re 2 Re 1 Cronache 2 Cronache Esdra Neemia Ester Giobbe Salmi Proverbi Ecclesiaste Cantico dei Cantici Isaia Geremia Lamentazioni Ezechiele Daniele Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea Nahum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaVerse
Efesini 4:1 Efesini 4:2 Efesini 4:3 Efesini 4:4 Efesini 4:5 Efesini 4:6 Efesini 4:7 Efesini 4:8 Efesini 4:9 Efesini 4:10 Efesini 4:11 Efesini 4:12 Efesini 4:13 Efesini 4:14 Efesini 4:15 Efesini 4:16 Efesini 4:17 Efesini 4:18 Efesini 4:19 Efesini 4:20 Efesini 4:21 Efesini 4:22 Efesini 4:23 Efesini 4:24 Efesini 4:25 Efesini 4:26 Efesini 4:27 Efesini 4:28 Efesini 4:29 Efesini 4:30 Efesini 4:31 Efesini 4:32



Efesini 4:9 (RIV): Che cosa vuol dire “salito” se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra?
Interpretazione chiave: il passo interpreta il mistero dell’Ascensione di Cristo non solo come movimento verso il cielo, ma come esplicazione del suo pieno impegno salvifico: egli, sceso nelle profondità della terra, è stato anche elevato molto al di sopra di tutte le altezze. L’“assenso” non è un’azione unidirezionale ma una folding of divine activity che rivela la pienezza della redenzione: dal parto umile al compimento glorioso dell’opera di salvezza.
Il versetto si colloca in Efesini 4, dove Paolo esorta i credenti all’unità e alla maturità spirituale. La domanda retorica sull’“essere sceso” ricorre come riflesso di un’imponente rivelazione: Cristo ha partecipato a ogni condizione umana, anche nell’oscurità della terra, per portarvi la vita e la potenza del riscatto. L’immagine funge da ponte tra la discesa dell’Incarnazione e l’ascensione all’onore regale. Secondo la tradizione patristica e i commentatori della tradizione pubblica, la formulazione richiama sia la nascita esaltata sia la passione, come parte integrante dell’azione salvifica.
Tre elementi emergono. Primo, incarnazione e passione non sono distinte dal rialzarsi glorioso: la discesa “nelle parti più basse della terra” indica la sottomissione al peccato, al potere delle tenebre e agli sgomenti della morte. Secondo, l’ascensione non è una semplice trasformazione, ma l’apice di una missione compiuta: Cristo ha portato la liberazione a tutti i livelli della realtà umana. Terzo, questa dinamica serve alla chiesa come fondamento per l’unità: la varietà delle esperienze di vita e delle sofferenze umane è riscattata in Cristo che ha esperienza completa del nostro stato, affinché i credenti possano crescere insieme in unità e maturità.
La dichiarazione che Cristo “è salito” presuppone perciò la sua discesa: un movimento unico che rivela l’ampiezza della sua opera salvifica. Egli ha attraversato le profondità per aprire vie di vita, per ascendere al cielo e per dare ai credenti un modello di servizio, unità e maturità spirituale. In questa logica, Efesini 4 invita la Chiesa a crescere nel corpo di Cristo, rendendo concreta la partecipazione a una sola speranza, un solo Signore, una sola fede.
Matthew Henry: “Christ’s descent into the lower parts of the earth denotes His fellowship with the afflicted, and His triumph over death.”
Albert Barnes: “He that ascended first descended; to descend implies humility and suffering for the sake of accomplishing redemption.”
Adam Clarke: “The descent to the lower parts of the earth is a figurative description of His humiliation and the depths of His humiliation endured for our sake.”
Queste notazioni, tratte da commentari classici, aiutano a cogliere come l’apice dell’opera di Cristo sia concepito come un tutt’uno: incarnazione, sofferenza, vittoria e ascensione, per formare una chiesa che cresce in unità e maturità nella verità della vita in Cristo.