Old Testament
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2 Re 8:5 Significato e commento del versetto biblico
E mentre appunto Ghehazi raccontava al re come Eliseo avea risuscitato il morto, ecco che la donna, di cui era stato risuscitato il figliuolo, venne a ricorrere al re per riavere la sua casa e le sue terre. E Ghehazi disse: “O re, mio signore, questa è quella donna, e questo è il suo figliuolo, che Eliseo ha risuscitato”.
2 Re 8:5 Commento biblico al versetto
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2 Re 8:5 Riferimenti incrociati del versetto
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2 Re 4:35 (RIV) »
Poi Eliseo s’allontanò, andò qua e là per la casa; poi risalì, e si ridistese sopra il fanciullo; e il fanciullo starnutì sette volte, ed aperse gli occhi.

Rut 2:3 (RIV) »
Ruth andò dunque e si mise a spigolare in un campo dietro ai mietitori; e per caso le avvenne di trovarsi nella parte di terra appartenente a Boaz, ch’era della famiglia di Elimelec.

1 Samuele 26:17 (RIV) »
Saul riconobbe la voce di Davide e disse: “E’ questa la tua voce, o figliuol mio Davide?” Davide rispose: “E’ la mia voce, o re, mio signore!”
2 Re 8:5 - Significato essenziale
La scena mostra Gehazi che presenta al re la donna veduta-morta e il figlio resuscitato, rivelando che Eliseo ha realizzato una miracolosa risurrezione. In sostanza, il versetto evidenzia come l’opera di Dio tramite il profeta si intrecci con la vita quotidiana del popolo: la benedizione divina non resta confinata in un episodio, ma si manifesta nelle necessità concrete della comunità.
Contesto storico e narrativo
Nel capitolo 8, la donna saria di Sunem, che aveva ospitato Eliseo: il profeta aveva profetizzato la nascita del figlio, e poi la sua improvvisa morte fu risuscitata per intervento di Eliseo. Ora, la stessa donna si presenta davanti al re Joas (o Jehariah? a seconda della traduzione), per chiedere la restituzione della casa e dei terreni confiscati in passato. Gehazi riferisce che fu proprio Eliseo a dare nuova vita al figlio, dimostrando sia la potenza divina sia la legittimità della preghiera della donna dentro una storia di fedeltà profetica.
Osservazioni interpretative
Riflessioni utili
Passaggi collegati
- 2 Re 4:18-37 (risurrezione del figlio della donna di Sunem): la combinazione di fede, profezia e intervento divino è alla base della narrativa.
- 2 Re 6:26-33 (crisi e misericordia del profeta in tempi difficili): mostra come l’autorità di Dio si estenda alle condizioni sociali ed economiche del popolo.
- Gen 50:20 (dove Dio provvede anche dalle prove): promuove l’idea che ciò che sembra perduto può essere intepretato come una provvidenza restauratrice.
Note esplicative
La citazione di questa situazione nella corte reale non è un fatto isolato, ma un tessuto di eventi: la potenza che risuscitò il figlio diventa testimonianza pubblica per la giustizia di restituzione. La narrazione invita a riconoscere che i doni di Dio si manifestano in contesti concreti: casa, terra, diritti familiari, tutela di chi aveva mostrato fedeltà.
Citazioni note (ed eventuali riporti)
Estratto significativo dai commentari pubblici: "La risurrezione fu un segno talmente chiaro della divina presenza che persino la corte ne prese coscienza" (riferimenti ai commentatori antichi).
Conclusione pratica
La vicenda insegna che la fedeltà a Dio si accompagna a una giustizia tangibile: affidarsi al profeta e perseverare nella fede porta non solo consolazione spirituale, ma anche restaurazione concreta delle libertà e delle proprietà. Nell’epoca odierna, questa dinamica invita a cercare la direzione divina nelle decisioni di famiglia e di comunità, confidando che Dio può usare anche le questioni quotidiane per mostrare la sua benevolenza.